sabato 3 dicembre 2011

Il buio oltre la siepe - Harper Lee


(To Kill A Mockingbird - 1960)


I vicini di casa portano dei cibi quando qualcuno muore, fiori quando siamo malati e piccoli doni nelle occasioni intermedie. Boo era nostro vicino. Ci aveva regalato due bambole di sapone, un orologio rotto con la catena, un paio di monetine portafortuna e le nostre vite.

Questo libro mi accompagna da una vita ed è legato indissolubilmente al film di Mulligan del 1962. Non è semplice attribuirgli un genere, essendo trasversale a tutti. Lo si può leggere come un romanzo di formazione: da piccola mi immedesimavo in Scout, l'io narrante, strepitosa figura di bambina attorno alla quale girano tutti gli avvenimenti; oppure come denuncia contro i pregiudizi razziali: il processo iniquo ad un negro per stupro, difeso da un emancipato Atticus Finch; oppure come una storia sulla diversità: Boo Radley è un personaggio centrale, il mockingbird del titolo originale; ma è anche un giallo appassionante, ed anche uno spaccato di vita in una cittadina americana del profondo Sud. Insomma, uno dei migliori libri che conosco.


Mary Bradham (Scout) e Gregory Peck (Atticus Finch)


Robert Duvall (Boo)


Il momento cruciale del film

16 commenti:

  1. Hai messo dei bei libri, ma questo in assoluto è il mio preferito: è vero, è legato al film con Gregory Peck in maniera indissolubile, straordinario libro e straordinario film.
    Bianca

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  2. Concordo con Bianca ,l'ho letto da adolescente insieme a Cime tempestose,i due libri più belli in assoluto,mai dimenticati,mi hanno accompagnato durante la giovinezza e ancora sono qui con me

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  3. E' sicuramente un bel libro, e bello è pure il film, con uno splendido bianco/nero e una notevole sceneggiatura. Come tutte voi, ho letto questo libro per la prima volta da molto giovane, e mi ha stregato, lasciandomi amarezza e speranza, cose che unite fanno crescere.
    Alud

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  4. Il libro andrebbe imposto come lettura nelle scuole, il film è molto bello, e tra i vari meriti, segnalo l'esordio di Robert Duvall nella parte di Boo.

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  5. Ciao, sono Sandra e scelgo questo per me, perchè è stato bello leggerlo d'un fiato e ancora di più rileggerlo con calma, per la trama ricchissima e per i personaggi, oltre quelli che avete nominato mi è piaciuta la saggia Calpurnia, e anche il piccolo Jem, protettivo e serio per quanto Scout è intelligente e reattiva.

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  6. Infatti una nota a parte va fatta proprio sulla differenza tra Calpurnia, la governante negra di Atticus, e Tom, il negro accusato ingiustamente. La prima, linda, efficiente, saggia e tenuta in considerazione, il secondo macilento, inabile, e relegato nelle capanne fuori dalla cittadina. Siamo nel 1960, nel sud ancora razzista, e se in casa Finch è già in atto una convivenza civile, nel resto della cittadina no.

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  7. Del film ricordo immagini dei pupazzetti che Boo lasciava nell'albero, e di bravate sotto la recinzione, nonché l'agguato ai bambini mascherati. Del libro ricordo tutti i sentimenti provati: la simpatia per Scout, l'indignazione per le accuse da linciaggio, l'ammirazione per l'avvocato Finch, e soprattutto la tenerezza per Boo. Un libro speciale.

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  8. letto più volte, e sempre con emozione e piacere. Forse anche per me è il miglior libro che conosco. Atticus Finch è uno dei migliori "buoni" della storia della letteratura, e ancor più del cinema, un pò per il ruolo perfetto come persona, come avvocato, come padre, un pò per la profonda umanità che lo contraddistingue. Alex

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  9. Bellissimo libro, nella mia lista dei dieci migliori libri. La bimba incanta, la serietà del bimbo fa sorridere, la battaglia inutile dell'avvocato indigna. Ma le pagine migliori sono tutte per Boo Radley, più umano, più giusto della gente normale. Valeria

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  10. "...Fino al giorno in cui mi minacciarono di non lasciarmi più leggere, non seppi di amare la lettura: si ama, forse, il proprio respiro?"

    da "Il buio oltre la siepe" di Harper Lee

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  11. Claudio M.24/10/12, 18:21

    "Non riuscirai mai a capire una persona se non cerchi di metterti dal suo punto di vista".

    ( 'Il Buio Oltre La Siepe', 1962, di Robert Mulligan )

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    1. Mariateresa30/10/12, 18:24

      Se si vuole davvero comprendere la mente di un individuo,bisogna sempre fare lo sforzo di uscire dalla propria mente,di estraniarsi e vestirsi dei panni dell'altro.
      Mai giudicare senza prima aver guardato da ogni angolazione e con profonda obiettività

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  12. Il "buio oltre la siepe" rappresenta metaforicamente tutto ciò che è sconosciuto pur essendo vicino.
    Oltre al pregiudizio razziale,è presente,infatti ,la paura del "diverso", nella persona di Boo Radley che ,chiuso nella sua buia casa,è temuto perchè schivo e solitario .Gli avvenimenti che si susseguiranno, faranno si che i due fratelli Finch,superando la xenofobia originata dal pregiudizio,accetteranno Boo;che salverà loro la vita.
    Viene poi,posto l'accento sulla tolleranza, necessaria per una buona relazione sociale,affinchè,attraverso uno sforzo,si possa guardare ,tenendo bene in mente anche la diversa prospettiva dell' "altro".

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  13. Anch'io sono legata a questo romanzo da una profonda emozione, solo a ricordarlo. A leggerlo bene si impara tutto. Nonostante sia una storia prettamente americana, la vastità degli argomenti è notevole: leggendo una storia piacevole e appassionante, quasi non ci si accorge di attraversare un'epoca intera, dove le mentalità contrapposte si affrontano, si scontrano, si affondano a vicenda. Con una speranza: quei bambini sono già pronti a vedere il mondo con occhi diversi.

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  14. Un romanzo terribile, di quelli che ti porti dietro in autobus, al lavoro, dal dentista, per leggere smaniosamente anche solo poche righe. Da ragazzina avevo visto il film, di cui ovviamente avevo capito forse solo metà delle cose, ma quella metà aveva tracciato un solco profondo nella mia mente, una specie di trauma emozionale. Da cresciuta, ho letto il libro la prima volta e l'ho bevuto, fagocitato, vissuto. Ha ragione Ele, in questo romanzo c'è tutto. Ho rivisto il film, passato per tv qualche anno fa, e l'ho trovato semplicemente magnifico. Mi è capitato spesso, recentemente, di sfidare i ricordi infantili procurandomi dvd vari, a cominciare da Gianburrasca, incocciando in quelle delusioni che smentiscono i sogni. Non è così per il film di Mulligan: me lo vado a cercare e me lo compro. Il libro invece è sempre lì.

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  15. “Volevo che tu imparassi una cosa da lei: volevo che tu vedessi che cosa è il vero coraggio, tu che credi che sia rappresentato da un uomo col fucile in mano. Aver coraggio significa sapere di essere sconfitti prima ancora di cominciare, e cominciare egualmente e arrivare fino in fondo, qualsiasi cosa succeda. È raro vincere, in questi casi, ma qualche volta si vince.”
    Harper Lee, Il buio oltre la siepe

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