mercoledì 28 dicembre 2011

La festa del raccolto - Thomas Tryon


(Harvest Home - 1973)

"O Mag-thyr... Da-mag-thyr.... Da myyg---ar--- ah, Idhu, Mag-thyr...."
Una lingua parlata prima di tutte le altre, e le donne, tenendosi per mano in circolo entro il boschetto, parlavano questa lingua perché era la vecchia a suggerirla loro ma, sebbene non conoscessero il significato delle parole, ne capivano l'importanza, essendo questo un aspetto del mistero che esse condividevano; e mentre cantilenavano, i flauti tacquero e soltanto i tamburi e i tamburelli continuarono, e il loro ripetuto e monotono ritmo portò sempre e sempre più vicine le celebranti alla magia celata dietro quella notte tra le notti.

Ho proprio questo, Club degli Editori anni '70, e sono quarant'anni che mi terrorizza. Lo consiglio a tutti quelli che rabbrividiscono passando davanti ad un campo di granoturco, a quelli che amano i riti atavici di fertilità, e infine  a tutti quelli che conoscono John Barleycorn must die.

6 commenti:

  1. L'ho letto, e ho visto il film Grano rosso Sangue, sullo stesso tema, molto caro agli americani. Forse noi italiani, non avendo distese immense di mais ne subiamo meno la paura, ma ciò non toglie che questi riti siano terrificanti.

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  2. Notevolissimi sono due libri di Eraldo Baldini, Quell'estate di sangue e di Luna, e anche Gotico Rurale, sullo stesso argomento: inutile dire quanto siano agghiaccianti. Se per disgrazia dovessi finire la benzina vicino ad un campo di mais morirei di paura. Se poi ci fosse anche uno spaventapasseri...

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  3. Meter... meter... Mater... Demetra...

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  4. dimenticavo la bambola di paglia
    julia

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  5. Brivido lungo la schiena, e pelle d'oca solo a ricordarlo. Non avrò mai più la curiosità di assistere a riti della fertilità. Nota aggiuntiva: il potere delle donne in certi casi è devastante. E la loro determinazione accecante.

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