mercoledì 8 febbraio 2012

Paroles - Jacques Prévert




LES ENFANTS QUI S'AIMENT

Les enfants qui s'aiment s'embrassent debout
Contre les portes de la nuit
Et les passants qui passent les désignent du doigt
Mais les enfants qui s'aiment
Ne sont là pour personne
Et c'est seulement leur ombre
Qui tremble dans la nuit
Excitant la rage des passants
Leur rage, leur mépris, leurs rires et leur envie
Les enfants qui s'aiment ne sont là pour personne
Ils sont ailleurs bien plus loin que la nuit
Bien plus haut que le jour
Dans l'éblouissante clarté de leur premier amour

I RAGAZZI CHE SI AMANO
I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell'abbagliante splendore del loro primo amore

Ho scelto la poesia più bella, la più famosa, probabilmente la più ovvia.  Ma non importa: quando leggo Prévert vedo un quadro, una fotografia, vedo Parigi animata da persone comuni che diventano speciali,  i loro pensieri, i loro problemi, i loro sogni.  Sento anche la musica.


Jacques Prévert (France - 1900-1977) foto di Doisneau

32 commenti:

  1. Sarà ovvia, ma imperdibile. Va consumata lentamente, a voce alta, lasciando sollevare le visioni dalle parole, ascoltando la propria voce. Bellissima, e così evocativa.

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  2. Le bouquet

    Que faites-vous là petite fille
    Avec ces fleurs fraîchement coupées
    Que faites-vous là jeune fille
    Avec ces fleurs, ces fleurs séchées
    Que faites-vous là jolie femme
    Avec ces fleurs qui se fanent
    Que faites-vous là vielle femme
    Avec ces fleurs qui meurent

    J'attends le vainqueur.


    Il mazzo di fiori

    Che fai là bambina
    Con quei fiori appena recisi
    Che fai là ragazza
    Con quei fiori quei fiori seccati
    Che fai là graziosa donna
    Con quei fiori che appassiscono
    Che fate là vecchia donna
    Con quei fiori che muoiono

    Aspetto il vincitore.

    Ti rispondo con una poesia, la mia preferita. E ti sembra di vederle, la bambina, la ragazza, la donna, l'anziana... siamo noi, tutte aspettiamo il vincitore.

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  3. Domenica Sunday09/02/12, 12:16

    Poesie splendide, per un autore così accessibile, così francese! Sembra di sentire Gilbert Becaud cantare, e lontano un organetto suonare.

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  4. Belle poesie, pennellate di colore per fissare persone, vicoli, la Senna. Ogni paese ha degli ottimi poeti, La Francia ha Prevert, Baudelaire, Verlaine. Purtroppo ignoro l'effetto che fa la musicalità della poesia italiana all'estero, ma so quello che fa la poesia francese a me: mi sembra di nutrirmi di qualcosa di prezioso.

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  5. Sai che mi è venuta in mente proprio stamattina? Ho sentito cominciare una pubblicità (si può dire? dei baci perugina), e mi sono detta , cappero, questo non è uno spot cretino... era l'inizio dei "Ragazzi che si amano". Restando nelle pubblicità, detesto il francese esasperato dei profumi. Invece apprezzo il francese lento e fumoso dei poeti. Julia.junior

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  6. Come si fa a non amare Prèvert, a non amare in particolare questa poesia, che sull'onda delle sue rima sbalza indietro nel tempo,allorqaundo dimentichi del Mondo intero,nulla aveva senso nè spazio se non l'amore vissuto in quel particolare momento..che scaldava con il calore di un sentimento che apparariva unico ed eterno

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  7. Approfitto di questo spazio per pubblicare anch'io una poesia dello stesso autore,perchè ogni volta che la leggo mi emoziona e per me rappresenta l'amore che salva..
    Questo amore
    Questo amore
    Così violento
    Così fragile
    Così tenero
    Così disperato
    Questo amore
    Bello come il giorno
    E cattivo come il tempo
    Quando il tempo è cattivo
    Questo amore così vero
    Questo amore cosí bello
    Così felice
    Così gaio
    E così beffardo
    Tremante di paura come un bambino al buio
    E così sicuro di sé
    Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
    Questo amore che impauriva gli altri
    Che li faceva parlare
    Che li faceva impallidire
    Questo amore spiato
    Perché noi lo spiavamo
    Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
    Perché noi l'abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
    Questo amore tutto intero
    Ancora così vivo
    E tutto soleggiato
    E' tuo
    E' mio
    E' stato quel che è stato
    Questa cosa sempre nuova
    E che non è mai cambiata
    Vera come una pianta
    Tremante come un uccello
    Calda e viva come l'estate
    Noi possiamo tutti e due
    Andare e ritornare
    Noi possiamo dimenticare
    E quindi riaddormentarci
    Risvegliarci soffrire invecchiare
    Addormentarci ancora
    Sognare la morte
    Svegliarci sorridere e ridere
    E ringiovanire
    il nostro amore è là
    Testardo come un asino
    Vivo come il desiderio
    Crudele come la memoria
    Sciocco come i rimpianti
    Tenero come il ricordo
    Freddo come il marmo
    Bello come il giorno
    Fragile come un bambino
    Ci guarda sorridendo
    E ci parla senza dir nulla
    E io tremante l'ascolto
    E grido
    Grido per te
    Grido per me
    Ti supplico
    Per te per me per tutti coloro che si amano
    E che si sono amati
    Sì io gli grido
    Per te per me e per tutti gli altri
    Che non conosco
    Fermati là
    Là dove sei
    Là dove sei stato altre volte
    Fermati
    Non muoverti
    Non andartene
    Noi che siamo amati
    Noi ti abbiamo dimenticato
    Tu non dimenticarci
    Non avevamo che te sulla terra
    Non lasciarci diventare gelidi
    Anche se molto lontano sempre
    E non importa dove
    Dacci un segno di vita
    Molto più tardi ai margini di un bosco
    Nella foresta della memoria
    Alzati subito
    Tendici la mano
    E salvaci.

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    1. CET AMOUR – Jacques Prévert

      Cet amour
      Si violent
      Si fragile
      Si tendre
      Si désespéré
      Cet amour
      Beau comme le jour
      Et mauvais comme le temps
      Quand le temps est mauvais
      Cet amour si vrai
      Cet amour si beau
      Si heureux
      Si joyeux
      Et si dérisoire
      Tremblant de peur comme un enfant dans le noir
      Et si sûr de lui
      Comme un homme tranquille au millieu de la nuit
      Cet amour qu faisait peur aux autres
      Qui les faisait parler
      Qui les faisait blêmir
      Cet amour guetté
      Parce que nous le guettions
      Traqué blessé piétiné achevé nié oublié
      Parce que nous l’avons traqué blessé piétiné achevé nié oublié
      Cet amour tout entier
      Si vivant encore
      Et tout ensoleillé
      C’est le tien
      C’est le mien
      Celui qui a été
      Cette chose toujours nouvelle
      Et qui n’a pas changé
      Aussi vrai qu’une plante
      Aussi tremblante qu’un oiseau
      Aussi chaude aussi vivant que l’été
      Nous pouvons tous les deux
      Aller et revenir
      Nous pouvons oublier
      Et puis nous rendormir
      Nous réveiller souffrir vieillir
      Nous endormir encore
      Rêver à la mort,
      Nous éveiller sourire et rire
      Et rajeunir
      Notre amour reste là
      Têtu comme une bourrique
      Vivant comme le désir
      Cruel comme la mémoire
      Bête comme les regrets
      Tendre comme le souvenir
      Froid comme le marble
      Beau comme le jour
      Fragile comme un enfant
      Il nous regarde en souriant
      Et il nous parle sans rien dire
      Et moi je l’écoute en tremblant
      Et je crie
      Je crie pour toi
      Je crie pour moi
      Je te supplie
      Pour toi pour moi et pour tous ceux qui s’aiment
      Et qui se sont aimés
      Oui je lui crie
      Pour toi pour moi et pour tous les autres
      Que je ne connais pas
      Reste là
      Lá où tu es
      Lá où tu étais autrefois
      Reste là
      Ne bouge pas
      Ne t’en va pas
      Nous qui sommes aimés
      Nous t’avons oublié
      Toi ne nous oublie pas
      Nous n’avions que toi sur la terre
      Ne nous laisse pas devenir froids
      Beaucoup plus loin toujours
      Et n’importe où
      Donne-nous signe de vie
      Beaucoup plus tard au coin d’un bois
      Dans la forêt de la mémoire
      Surgis soudain
      Tends-nous la main
      Et sauve-nous.

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  8. Cet amour
    Si violent
    Si fragile
    Si tendre
    Si désespéré
    Cet amour
    Beau comme le jour
    Et mauvais comme le temps
    Quand le temps est mauvais....

    Beh che dire, Prevert colpisce profondamente, è un piacere vederlo.

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  9. Notre amour reste là
    ....Têtu comme une bourrique
    Vivant comme le désir
    Cruel comme la mémoire
    Bête comme les regrets
    Tendre comme le souvenir
    Froid comme le marbre
    Beau comme le jour
    Fragile comme un enfant....

    Mi accodo, con un piacere immenso....

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  10. Farò della mia anima uno scrigno
    per la tua anima,
    del mio cuore una dimora
    per la tua bellezza,
    del mio petto un sepolcro
    per le tue pene.
    Ti amerò come le praterie amano la primavera,
    e vivrò in te la vita di un fiore
    sotto i raggi del sole.
    Canterò il tuo nome come la valle
    canta l'eco delle campane;
    ascolterò il linguaggio della tua anima
    come la spiaggia ascolta
    la storia delle onde.

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    1. Prometto caro Anonimo che prima o poi metterò anche Gibran

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  11. vivo di poesia... mi consolo delle mie disillusioni cercando nelle parole di altri un solidarietà forse impossibile. Prevert mi consola, sì. Ma forse sono più consolata dalla constatazione che altri amino prevert. Non chiedetemi amicizia, non sono pronta. R.

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  12. Se non metti il nome, come si fa a trovarti? Prevert è amato da tutti, perché tutti ci troviamo qualcosa che ci assomiglia, amori giovanili, passioni adulte, delusioni a questa età. Io comunque sono ottimista, aspetto il vincitore.

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  13. Déjeuner du matin

    Il a mis le café
    Dans la tasse
    Il a mis le lait
    Dans la tasse de café
    Il a mis le sucre
    Dans le café au lait
    Avec la petite cuiller
    Il a tourné
    Il a bu le café au lait
    Et il a reposé la tasse
    Sans me parler

    Il a allumé
    Une cigarette
    Il a fait des ronds
    Avec la fumée
    Il a mis les cendres
    Dans le cendrier
    Sans me parler
    Sans me regarder

    Il s'est levé
    Il a mis
    Son chapeau sur sa tête
    Il a mis son manteau de pluie
    Parce qu'il pleuvait
    Et il est parti
    Sous la pluie
    Sans une parole
    Sans me regarder

    Et moi j'ai pris
    Ma tête dans ma main
    Et j'ai pleuré


    Prima colazione

    Lui ha messo
    Il caffè nella tazza
    Lui ha messo
    Il latte nel caffè
    Lui ha messo
    Lo zucchero nel caffelatte
    Ha girato
    Il cucchiaino
    Ha bevuto il caffelatte
    Ha posato la tazza
    Senza parlarmi
    S'è acceso
    Una sigaretta
    Ha fatto
    Dei cerchi di fumo
    Ha messo la cenere
    Nel portacenere
    Senza parlarmi
    Senza guardarmi
    S'è alzato
    S'è messo
    sulla testa il cappello
    S'è messo
    l'impermeabile
    Perché pioveva
    E se n'è andato
    Sotto la pioggia
    Senza parlare
    Senza guardarmi
    E io mi son presa
    La testa fra le mani
    E ho pianto.

    Jacques Prévert, da Paroles
    Un dramma al rallentatore.

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  14. Sono contentissima di avere trovato queste poesie. Sono bellissime e mi piacciono anche i vostri commenti. Ambra

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  15. Forse R è sparita per il dramma al rallentatore, commento crudele di Rosarita. Crudele, cinico e necessario!

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  16. Fiesta - Jacques Prévert

    Et les verres étaient vides
    et la bouteille brisée
    Et le lit était grand ouvert
    et la porte fermée
    Et toutes les étoiles de verre
    du bonheur et de la beauté
    resplendissaient dans la poussière
    de la chambre mal balayée
    Et j’étais ivre mort
    et j’étais feu de joie
    et toi ivre vivante
    toute nue dans mes bras.

    E i bicchieri eran vuoti
    e la bottiglia infranta
    E il letto spalancato
    e l'uscio era sprangato
    E tutte le stelle di vetro
    della felicità e della bellezza
    lucevano nella polvere
    della stanza mal spazzata
    Ed ero ubriaco morto
    ed ero fuoco di gioia
    ed eri ebbra vivente
    nuda tra le mie braccia.


    Baku

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  17. Chez la fleuriste - Jacques Prévert

    Un homme entre chez la fleuriste
    et choisit des fleurs
    la fleuriste enveloppe les fleurs
    l’homme met la main à sa poche
    pour chercher l’argent
    l’argent pour payer les fleurs
    mais il met en même temps
    subitement
    la main sur son coeur
    et il tombe

    En même temps qu’il tombe
    l’argent roule à terre
    et puis les fleurs tombent
    en même temps que l’homme
    en même temps que l’argent
    et la fleuriste reste là
    avec l’argent qui roule
    avec les fleurs qui s’abîment
    avec l’homme qui meurt
    évidemment tout cela est triste
    et il faut qu’elle fasse quelque chose
    la fleuriste
    mais elle ne sait pas comment s’y
    prendre
    elle ne sait pas par quel bout
    commencer
    Il y a tant de choses à faire
    avec cet homme qui meurt
    ces fleurs qui s’abîment
    et cet argent
    cet argent qui roule
    qui n’arrête pas de rouler.

    Dalla Fioraia

    Un uomo entra in un negozio di fiori
    e sceglie dei fiori
    la fioraia avvolge i fiori
    l'uomo mette la mano nella tasca
    per cercare il denaro
    cerca denaro per pagare i fiori
    ma intanto all'improvviso
    porta
    la mano al cuore
    e cade
    E mentre sta cadendo
    rotola a terra il denaro
    e mentre l'uomo cade
    mentre il denaro cade
    cadono i fiori
    e la fioraia è lì
    mentre il denaro rotola
    i fiori piombano a terra
    e l'uomo muore
    ah tutto questo è triste molto triste
    dovrebbe fare qualcosa la fiorista
    ma non sa cosa né come
    non sa
    da che parte cominciare
    Cose da fare ce n'è tante
    con quell'uomo che muore
    quei fiori che piombano a terra
    e quel denaro
    quel denaro che rotola
    che non finisce più di rotolare.

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  18. Ma che meraviglia! Ho trovato tutto quello cercavo e grazie, grazie GRAZIE!!!

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  19. Lasciate entrare il cane coperto di fango,
    si può lavare il cane e si può lavare il fango.
    Ma quelli che non amano nè il cane, nè il fango
    quelli no,
    non si possono lavare.

    (Jacques Prevert)

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  20. Lo scaldabanchi - Jacques Prévert

    Con la testa dice no
    ma col cuore dice sì
    a chi ama dice sì
    al professore dice no
    sta in piedi
    viene interrogato
    e i problemi son tutti posti
    all'improvviso gli prende la ridarella
    e cancella tutto
    le cifre e le parole
    le date e i nomi
    le frasi e i tranelli
    e malgrado le minacce del maestro
    fra gli strilli dei ragazzi prodigio
    con gessi di tutti i colori
    sulla lavagna della sofferenza
    disegna il volto della felicità.

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    1. Ecco l'originale:

      LE CANCRE - JACQUES PREVERT

      Il dit non avec la tête
      Mais il dit oui avec le coeur
      Il dit oui à ce qu'il aime
      Il dit non au professeur
      Il est debout
      On le questionne
      Et tous les problèmes sont posés
      Soudain le fou rire le prend
      Et il efface tout
      Les chiffres et les mots
      Les dates et les noms
      Les phrases et les pièges
      Et malgré les menaces du maître
      Sous les huées des enfants prodiges
      Avec des craies de toutes les couleurs
      Sur le tableau noir du malheur
      Il dessine le visage du bonheur.

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  21. Pericoloso e tenero
    il volto dell'amore
    m'è apparso la sera
    d'un lunghissimo giorno
    Forse era un arciere
    con l'arco
    o un musicante
    con l'arpa
    Non so più
    Non so niente
    La sola cosa che so
    è che mi ha ferito
    forse con una freccia
    forse con una canzone
    La sola cosa che so
    è che mi ha ferito
    ferito al cuore.
    ferito per la vita
    E come brucia
    la ferita dell'amore

    Jacques Prévert

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    1. Ecco l'originale:

      LE TENDRE ET DANGEREUX VISAGE DE L'AMOUR - JACQUES PREVERT

      Le tendre et dangereux
      visage de l'amour
      m'est apparu un soir
      après un trop long jour
      C'était peut-être un archer
      avec son arc
      ou bien un musicien
      avec sa harpe
      Je ne sais plus
      Je ne sais rien
      Tout ce que je sais
      c'est qu'il m'a blessée
      peut-être avec une flèche
      peut-être avec une chanson
      Tout ce que je sais
      c'est qu'il m'a blessée
      blessée au coeur
      et pour toujours
      Brûlante trop brûlante
      blessure de l'amour.

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  22. Eternamente bella. La pubblico in francese, italiano e inglese.

    LE FEUILLES MORTES - JACQUES PREVERT

    Oh ! je voudrais tant que tu te souviennes
    Des jours heureux où nous étions amis.
    En ce temps-là la vie était plus belle,
    Et le soleil plus brûlant qu'aujourd'hui.
    Les feuilles mortes se ramassent à la pelle.
    Tu vois, je n'ai pas oublié...
    Les feuilles mortes se ramassent à la pelle,
    Les souvenirs et les regrets aussi
    Et le vent du nord les emporte
    Dans la nuit froide de l'oubli.
    Tu vois, je n'ai pas oublié
    La chanson que tu me chantais.

    C'est une chanson qui nous ressemble.
    Toi, tu m'aimais et je t'aimais
    Et nous vivions tous deux ensemble,
    Toi qui m'aimais, moi qui t'aimais.
    Mais la vie sépare ceux qui s'aiment,
    Tout doucement, sans faire de bruit
    Et la mer efface sur le sable
    Les pas des amants désunis.

    Les feuilles mortes se ramassent à la pelle,
    Les souvenirs et les regrets aussi
    Mais mon amour silencieux et fidèle
    Sourit toujours et remercie la vie.
    Je t'aimais tant, tu étais si jolie.
    Comment veux-tu que je t'oublie ?
    En ce temps-là, la vie était plus belle
    Et le soleil plus brûlant qu'aujourd'hui.
    Tu étais ma plus douce amie
    Mais je n'ai que faire des regrets
    Et la chanson que tu chantais,
    Toujours, toujours je l'entendrai

    C'est une chanson qui nous ressemble.
    Toi, tu m'aimais et je t'aimais
    Et nous vivions tous deux ensemble,
    Toi qui m'aimais, moi qui t'aimais.
    Mais la vie sépare ceux qui s'aiment,
    Tout doucement, sans faire de bruit
    Et la mer efface sur le sable
    Les pas des amants désunis.


    LE FOGLIE MORTE - JACQUES PREVERT

    Oh! Vorrei tanto che anche tu ricordassi
    i giorni felici del nostro amore
    Com'era era più bella la vita
    E com'era più bruciante il sole
    Le foglie morte cadono a mucchi...
    Vedi: non ho dimenticato
    Le foglie morte cadono a mucchi
    come i ricordi, e i rimpianti
    e il vento del nord porta via tutto
    nella più fredda notte che dimentica
    Vedi: non ho dimenticato
    la canzone che mi cantavi

    È una canzone che ci somiglia
    Tu che mi amavi
    io che ti amavo
    E vivevamo, noi due, insieme
    tu che mi amavi
    io che ti amavo
    Ma la vita separa chi si ama
    piano piano
    senza far rumore
    e il mare cancella sulla sabbia
    i passi degli amanti divisi

    Le foglie morte cadono a mucchi
    e come loro i ricordi, i rimpianti
    Ma il mio amore silenzioso e fedele
    sorride ancora e ringrazia la vita
    Ti amavo tanto, eri così bella
    Come potrei dimenticarti
    Com'era più bella la vita
    e com'era più bruciante il sole
    Eri la mia più dolce amica ...
    Ma non ho ormai che rimpianti
    E la canzone che tu cantavi
    la sentirò per sempre, per sempre

    È una canzone che ci somiglia
    Tu che mi amavi
    io che ti amavo
    E vivevamo, noi due, insieme
    tu che mi amavi
    io che ti amavo
    Ma la vita separa chi si ama
    piano piano
    senza far rumore
    e il mare cancella sulla sabbia
    i passi degli amanti divisi.

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    1. AUTUMN LEAVES - JACQUES PREVERT

      Oh! I would like as much as you remember
      The happy days where we were friends.
      In this time the life was more beautiful,
      And the sun more burning than today.
      The dead leaves collected with the shovel.
      You see, I did not forget...
      The dead leaves collected with the shovel,
      The memories and the regrets also
      And the wind of North carries them
      In the cold night of the lapse of memory.
      You see, I did not forget
      The song that you sang me.

      This is a song which resembles to us.
      You, you loved me and I loved you
      And we lived both together,
      You who loved me, me who loved you.
      But the life separate those which love themselves,
      All softly, without making noise
      And the sea erases on the sand
      The Steps of divided lovers.

      The dead leaves collected with the shovel,
      The memories and the regrets also
      But my quiet and faithful love
      Smiles always and thanks the life
      I loved you so much, you was so pretty.
      Why do you want that I forget you ?
      In this time, the life was more beautiful
      And the sun more burning than today.
      You were my softer friend
      But I don't have only to make regrets
      And the song than you sang,
      Always, always I will hear it

      This is a song which resembles to us.
      You, you loved me and I loved you
      And we lived both together,
      You who loved me, me who loved you.
      But the life separate those which love themselves,
      All softly, without making noise
      And the sea erases on the sand
      The Steps of divided lovers.

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  23. Prévert ha curato la sceneggiatura di alcuni film epocali diretti da Marcel Carné:

    Il porto delle nebbie (Le quai des brumes) del 1938;
    Alba tragica (Le jour se lève) del 1939;
    Gli amanti perduti (Les Enfants du paradis) dl 1945.

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  24. Maria Grazia20/12/13, 17:54

    I ragazzi che si amano è la meravigliosa poesia che hai messo in copertina. Questi ragazzi ci trasmettono tutto l'incanto del primo amore, quel sentimento assoluto ed appassionante che li trasporta in un mondo fatato, dove svaniscono tutte le materialità di quel mondo reale in cui noi invece stiamo piantati, e dal quale possiamo solo guardarli con tenerezza, nostalgia e forse anche una punta di invidia

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  25. JACQUES PREVERT - ORGUE DE BARBARIE

    Moi je joue du piano
    disait l'un
    moi je joue du violon
    disait l'autre
    moi de la harpe moi du banjo
    moi du violoncelle
    moi du biniou... moi de la flûte
    et moi de la crécelle.
    Et les uns et les autres parlaient parlaient
    parlaient de ce qu'ils jouaient
    On n'entendait pas la musique
    tout le monde parlait
    parlait parlait
    personne ne jouait
    mais dans un coin un homme se taisait:
    "Et de quel instrument jouez-vous Monsieur
    qui vous taisez et qui ne dites rien?"
    lui demandèrent les musiciens
    "Moi je joue de l'orgue de Barbarie
    et je joue du couteau aussi"
    dit l'homme qui jusqu'ici
    n'avait absolument rien dit
    et puis il s'avança le couteau à la main
    et il tua tous les musiciens
    et il joua de l'orgue de Barbarie
    et sa musique était si vraie
    et si vivante et si jolie
    que la petite fille du maître de la maison
    sortit de dessous le piano
    où elle était couchée
    endormie par ennui
    et elle dit:
    "Moi je jouais au cerceau
    à la balle au chasseur
    je jouais à la marelle
    je jouais avec un seau
    je jouais avec une pelle
    je jouais au papa et à la maman
    je jouais à chat perché
    je jouais avec mes poupées
    je jouais avec une ombrelle
    je jouais avec mon petit frère
    avec ma petite soeur
    je jouais au gendarme
    et au voleur
    mais c'est fini fini fini
    je veux jouer à l'assassin
    je veux jouer de l'orgue de Barbarie."
    Et l'homme prit la petite fille par la main
    et ils s'en allèrent dans les villes
    dans les maisons dans les jardins
    et puis ils tuèrent le plus de monde possible
    après quoi ils se marièrent
    et ils eurent beaucoup d'enfants.
    Mais
    l'aînè apprit le piano
    le second le violon
    le troisième la harpe
    le quatrième la crécelle
    le cinquième le violoncelle
    et puis ils se mirent à parler parler
    parler parler parler
    on n'entendit plus la musique
    et tout fut à recommencer!

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    1. Jacques Prévert - L'organo di Barberia

      Io suono il piano
      uno diceva
      E io il violino
      l'altro diceva
      Io l'arpa io il banjo
      io il violoncello
      io il flauto... io cornamusa...
      io raganella...
      Gli uni e gli altri parlavano parlavano
      parlavano di quello che suonavano.
      Non si sentiva musica
      tutti quanti parlavano
      più nessuno suonava
      ma in un angolo un uomo stava zitto:
      "E voi mio signore che strumento suonate
      voi che state lì zitto e non parlate?"
      "Io suono l'organo di Barberia
      e me la cavo col coltello"
      disse l'uomo che fino a quel momento non aveva fiatato
      e poi si fece avanti con il coltello in mano
      e ammazzò tutti i musicanti
      e suonò l'organo di Barberia
      e così vera musica era la sua
      e così viva e bella
      che la bambinetta del padrone di casa
      uscì da sotto il piano
      dove per noia giaceva addormentata
      e disse:
      "io giocavo col cerchio
      a palla prigioniera
      giocavo al mondo
      giocavo col secchiello e la paletta
      giocavo ai genitori
      giocavo a nascondino
      giocavo con la bambola
      giocavo con l'ombrello
      con il mio fratellino
      con la mia sorellina
      giocavo a guardia e ladro
      ma adesso basta! Adesso basta!
      Adesso voglio giocare all'assassino
      adesso voglio suonare l'organo di Barberia."
      E l'uomo prese per mano la bambina
      e andarono per case
      per città per giardini
      ammazzando tutta la gente che potevano ammazzare
      dopodiché si sposarono
      e fecero tanti bambini
      senonché
      il primo studiò piano
      il secondo violino
      il terzo arpa
      il quarto raganella
      il quinto violoncello
      e poi cominciarono a parlare a parlare
      la musica non si sentiva più
      e tutto questo andò a ricominciare!

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    2. accidenti che storia! Sicura che sia prevert e non edgar allan poe?

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