giovedì 15 marzo 2012

Vento dell'Est: vento dell'Ovest - Pearl S. Buck



(East Wind: West Wind - 1930)

"Non mi trova bella, mio marito! Ha varcato i quattro mari, ha visitato lontani paesi, imparando in essi ad amare cose ed usanze nuove; e non s'accontenta più di me."


Stranamente, mi interessava il mondo cinese ben prima della new-economy. In particolare il periodo della rivolta dei Boxer, nei primissimi anni del '900. Pearl Sydenstricker Buck visse in Cina esattamente in quel periodo, e tutti i suoi libri ne risentono enormemente, in particolare questo fantastico Vento dell'Est: vento dell'Ovest. Tre racconti, a descrivere lo scontro immane di due culture forse incompatibili, quella occidentale modernizzante e quella orientale conservatrice. Preferisco il primo racconto: Kwei-Lan deve sposare l'uomo a cui è promessa fin dalla nascita, per onorarlo e riverirlo secondo le prassi millenarie, che tuttavia ripugnano al marito perché occidentalizzato. La madre le consiglia di ubbidire... ed è curioso scoprire come si fa ad ubbidire (e quindi seguire la tradizione) a qualcuno che la tradizione non la segue. Racconto delicato come un fiore orientale, e appassionante come un romanzo d'avventura americano.


Pearl Sydenstricker Buck (USA 1892-1973)

7 commenti:

  1. Certamente una delle scrittrici americane che preferisco, forse per lo stile insolito e assolutamente orientaleggiante. Deliziose le pagine sui piedi fasciati, che il marito trova orrendi, destabilizzando così la giovane moglie. Molto bello anche La Buona Terra.

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  2. ""I pavimenti sono di legno, e bisogna sentire come scricchiolano sotto i passi di mio marito che porta calzature straniere. Forse perché questi pavimenti davano noia anche a lui, ha comprato dei grandi riquadri di roba di lana con dei disegni a fiorami, e li ha collocati in giro per le stanze: non ti dico il mio stupore. Temevo di rovinare la stoffa, e che la servitù, in momenti di distrazione, ci sputasse sopra. Quando ne accennai a mio marito lo vidi inalberarsi: nessuno doveva sputare sui pavimenti!
    "E dove, allora?" domandai.
    "Si sputi fuori, se non si può fare a meno!" rispose seccamente.
    La servitù non riesce ad abituarsi, e persino a me è accaduto di sputare sulla stoffa i semi di popone. Ed ecco mio marito a comperare minuscole sputacchiere e farle distribuire nelle varie stanze - costringendoci alla sudicia moda straniera!""

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  3. Bello anche il racconto sulla moglie straniera, affronto imperdonabile per una famiglia tradizionale cinese. Ragazza dinamica, in una famiglia soporosa figuriamoci... Come mai la rivolta dei Boxer?

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    1. Colpa di un altro libro, "Il tempio della fortuna" di Madeleine Brent, non certo un Pulitzer, ma piacevolissimo: L'inglese Lu-tsi (Lucy è impronunciabile per i cinesi) vive in una missione che ospita le piccole cinesi abbandonate secondo la prassi cinese, durante la rivolta dei Boxer. All'epoca non c'era google, e scoprire cosa cavolo fosse questa rivolta, che mi sembrava epocale, ha richiesto notevoli ricerche. In effetti era epocale, ma non ne parlavano da nessuna parte!

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  4. bellissima scrittrice, mi sono sempre chiesta come facesse a essere cosi' cinese essendo americana...questo libro l'ho letto una vita fa,il mio preferito rimane comunque La Buona Terra.(..dove nella descrizione riusciva a far diventare bellissima la moglie grassa...) Mi hai fatto venire voglia di rileggerlo!!! ciao.

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  5. Molto bello, anche se ricordo meglio "La dea fedele". Mentre negli altri libri vive e scrive come una cinese, e noi che leggiamo ci godiamo la vita degli altri, in questo invece possiamo riconoscerci, e fare nostra la sua filosofia di vita.

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  6. Gli scontri fra culture hanno decretato il successo di tantissimi libri, e infatti ultimamente c'è una grande fioritura di romanzi sulle culture islamiche. Ma io preferisco questo gentile e semplice resoconto delle abitudini millenarie che si incontrano, combattono, e alla fine riescono ad integrarsi con qualche concessione, o meglio perdita da entrambe le parti, in cui non è mai l'amore che aiuta, ma l'apertura mentale.

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