mercoledì 11 aprile 2012

Piccole donne - Louisa May Alcott







(Little Women - 1868)

Arrivata su, Meg trovò la sorella che mangiava mele e piangeva sopra L'Erede di Redcliffe, semimbacuccata in uno scialle e sdraiata su un vecchio divano a tre gambe, presso la finestra. Questo era il rifugio preferito di Jo, che amava qui ritirarsi con una mezza dozzina di mele ruggine e un bel libro, per godere il suo riposo e la compagnia di un topolino che viveva lì vicino e che non si preoccupava affatto della sua presenza. 




Non temo le legnate che ovviamente mi arriveranno, sono legata a questo libro da un ricordo favoloso: mia nonna Emma che mi regala per il mio ottavo compleanno il PRIMO di una serie infinita di libri. Editrice Boschi, naturalmente: adesso so che erano libri straziati da tagli, ma le sei tavole disegnate separavano l'infanzia dall'adolescenza, aiutavano i bambini come me a sgusciare fuori dal bozzolo delle favole e ad arrivare all'ultima pagina; rendevano in immagini, ingenue come le cartoline di Natale, quello che le nostre menti infantili cercavano di cogliere in situazioni nuove di un mondo più ampio. Ho imitato Jo March in tutto il possibile, e lei mi ha ricambiato tatuandomi indelebilmente nella mente l'equazione: appena hai due soldi hai un libro nuovo. Formula perfezionata da Stardi di Cuore qualche anno dopo: Libreria! Tendine! rilegature! I bianchi accanto ai rossi! Immaginatevi una bambina di otto anni alle prese con una bambina che ama i libri, o con un bambino che ammira una libreria piena dei suo libri preferiti: ne farà un mito unico, al quale non sfuggirà nemmeno se lo vuole. Ringrazio ancora oggi i miei, che mi hanno comprato tutti i libri che volevo, a patto che li leggessi davvero!



Katharine Hepburne (Jo March) nel film di Cukor (1933)

9 commenti:

  1. Perchè legnarti? Ognuno di noi ha caro un libro particolare. Io ricordo con grande piacere Alice nel Paese delle Meraviglie, che mi era stato regalato come fiaba, ma considerata la lunghezza, e la trama, lo considero il primo libro che ho finito, con un lieve trauma, devo dire. Invece Piccole donne, e gli altri tre sequel, li ho letti dopo i dieci anni, apprezzando soprattutto alcune parti, come il regalo del pianoforte a Beth, il sequestro dei limoncini ad Amy, e in genere tutta la mitica Jo. Meg invece mi stava qui.

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  2. ah che libro! Da piccola non ero un maschiaccio, come qualcuna di voi, sempre sugli alberi o a giocare alla guerra, io avevo tegamini e bambole, per cui mi meraviglio che voi due, che siete comunque eclettiche, abbiate subito il MIO libro, e che lo ricordiate! Ma non arriverete mai alle mie emozioni, io leggevo e piangevo, leggevo e ridevo! Mi sentivo Beth, e piangevo di autocompatimento: mi sentivo anch'io una rosea fanciulla di tredici anni che sarebbe morta suonando con le dita un'immaginaria tastiera sul lenzuolo! Amen!

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  3. Eccomi, sono Jo secondogenita delle sorelle ed ho 15 anni;ho un carattere terribile,vivace,irrequieto, insomma non mi fermo mai e quando e se mi arrabbio, nessuno mi riconoscerebbe nella stessa persona gentile ma ho anche dei pregi, amo l' ironica , condimento essenziale della vita e mi piace scherzare su di me, insomma prendermi in giro,ma ahimè sono impulsiva e i miei modi non sempre sono congeniali ad una signorina.
    Nella lettura di questo bellissimo libro adatto a un pubblico giovanissimo, mi sono smepre identificata in Jo per il carattere ma anche in fondo per l'animo sognatore che nacsonde,da ragazzina sognavo di poter diventare una scrittrice famosa,ricordo come a 14 anni mi dilettavo a scrivere piccoli romanzetti che ritenevo autobiografici .l'importante è crederci e mai dire mai.Se riesco a trovarlo tra i tanti libri ,lo rileggerò molto volentieri anche e forse per proiettarmi indietro nel tempo a quando giovanetta la vita mi sembrava meravigliosa

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  4. Anch'io Alice... presto, letto ma non piaciuto, mi dava un senso di malessere, ora diverso e l'altra sera ho visto in TV Alice di Tim Burton, mi ha completamente riappacificata con la storia! Saro' cresciuta! No trauma da Piccole Donne, ne Pippi Långstrump, sono della generazione della figlia di Astrid Lindgren e avevo i primi libri editi, erano tre, ora li ha mia nipote in Finlandia, considerata preziosa eredita'! A. Lindgren aveva cominciato i racconti di Pippi quando la figlia aveva una qualche malattia infettiva infantile.

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  5. L'ho consumato,praticamente

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  6. io sono affezionata a Piccole Donne, sono di quella generazione che si è avvicinata ai libri con reverenza,e a dieci anni trovare in un libro un personaggio che mi somigliava era un viaggio fantastico.Questo libro ha parlato d'amore al mio cuore di bambina e ho sofferto quando Josephine ha rifiutato Lory...che era così bello...lo amava come un fratello!Bè,insomma avete capito che sono rimasta una romantica...

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  7. Respiravo piano per non farmi sentire da mia madre, lei pretendeva che io dormissi dopo le nove. E invece leggevo Piccole Donne di nascosto, volevo sapere come andava a finire, ero innamorata di tutti, anche della casa, anche di Hanna, anche del terribile Mr Lawrence, anche del circolo per la posta segreta. Ho pianto quando Amy ha bruciato il libro di Jo, l'avrei uccisa! Ho pianto quando è morta Beth; insomma piangevo sempre, ma non era dolore vero, era compartecipazione assoluta. Anche per me è stato il primo libro, come tutte avrei voluto essere Jo, e invece ero Meg, la più adulta, la più normale, forse la più banale!

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  8. Incipit "Piccole donne" di Louisa May Alcott

    "Natale non sarà Natale senza regali", borbottò Jo, stesa sul tappeto.
    "Che cosa tremenda esser poveri!", sospirò Meg, lanciando un'occhiata al suo vecchio vestito.
    "Non è giusto, secondo me, che certe ragazze abbiano un sacco di belle cose e altre nulla", aggiunse la piccola Amy, tirando su col naso con aria offesa.
    "Abbiamo papà e mamma, e abbiamo noi stesse", disse Beth, col tono di chi s'accontenta, dal suo cantuccio.
    I quattro giovani visi, illuminati dalla vampa del caminetto, s'accesero alle consolanti parole, ma tornarono a oscurarsi quando Jo aggiunse tristemente: "Papà non l'abbiamo e non l'avremo per un bel pezzo". Non disse "forse mai più", ma ognuna, in cuor suo, lo pensò, andando con la mente al padre lontano sui campi di battaglia."

    Tutti noi portiamo nel cuore un libro, quasi sempre il primo che ci ha fatto innamorare della lettura, o che ha segnato il passaggio importante dall'adolescenza alla giovinezza. Parole antiquate, come lo è questo bellissimo romanzo purtroppo, ma che è capace di farci riprovare le medesime emozioni di quando eravamo delle piccole donne pure noi.

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  9. "The rooms were very still while the pages were softly turned and the winter sunshine crept in to touch the bright heads and serious faces with a Christmas greeting."
    --from "Little Women" by Louisa May Alcott
    Louisa May Alcott's beloved tale about Meg, Jo, Beth, and Amy is presented in a beautiful Everyman's Library Children's Classics edition. The story of the four sisters' dreams, quarrels, and romances are brought to vivid life in this edition that features full cloth binding in bold, bright colors; silk ribbon marker and headband; two-color illustrated endpapers and illustrations throughout. A brief biography of Alcott is also included.
    "Le camere erano molto ancora, mentre le pagine sono state girate dolcemente e il sole di inverno insinuato toccare le teste luminose e gravi volti con un saluto di Natale."-da "Piccole donne" dal racconto di amato Louisa può Alcott Louisa May Alcott a Meg, Jo, Beth e Amy è presentato in un Everyman bella edizione classici biblioteca bambini. La storia di sogni delle quattro sorelle, litigi e romances sono portati alla vita viva in questa edizione quel panno pieno di caratteristiche vincolanti in grassetto, colori vivaci; marcatore di nastro di seta e archetto; risguardi illustrati due colori e illustrazioni in tutto. È inclusa anche una breve biografia di Alcott.

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