venerdì 24 agosto 2012

Sotto il bosco di latte - Dylan Thomas



(Under Milk Wood - 1954 postumo)

"Time passes. Listen. Time passes."


Dylan Thomas (Galles 1914-1953)

Ho scattato queste foto appena una settimana fa, quando sono andata al Dylan Thomas Centre di Swansea a godermi la mostra permanente The Man & Myth, dedicata a questo grande autore gallese, morto alcolizzato nel 1953, ad appena 39 anni, ed imperniata soprattutto sul suo capolavoro Under Milk Wood, nato come radiodramma, e destinato ad essere poi rappresentato innumerevoli volte a teatro.
Siamo in Galles, nell'immaginario villaggio di Llareggub (che letto al contrario è Bugger All, cioè massima fregatura), dove, nell'arco di 24 ore, si intrecciano le voci narranti dei suoi abitanti (vivi e morti) fino a ricostruire l'essenza stessa di ogni paese, in cui tutti sanno tutto di tutti, problemi, misfatti, debolezze. E' una innovativa opera corale, basata essenzialmente sul gioco di dialoghi, frasi e parole, fino a raggiungere livelli altissimi di poesia. Spesso viene accomunato all'Antologia di Spoon River.



                                Captain Cat: il vecchio lupo di mare protagonista dell'opera











25 commenti:

  1. Mi permetto di aggiungere questa magnifica poesia di Dylan Thomas, secondo me il punto più alto e rappresentativo di tutta a sua arte:


    Non andare docile in quella buona notte,
    I vecchi brucino infervorati quando è prossima l’alba;
    Infuriati, infuriati contro il morente bagliore.

    Benché i savi infine ammettano ch’era giusta la tenebra
    Poiché le loro labbra nessun fulmine scagliarono
    Non se ne vanno docili in quella buona notte.

    Gli onesti, nell’onda ultima, urlando quanto fulgide
    Le fragili opere potevano danzare in verdi anse
    Infuriano, infuriano contro il morente bagliore.

    I bruti che strinsero e cantarono il sole in volo,
    E tardi appresero d’averne afflitto il corso,
    Non se ne vanno docili in quella buona notte.

    Gli austeri, morenti, scorgendo con vista accecante
    Che gli occhi sanno splendere simili a bolidi e gioire
    Infuriano, infuriano contro il morente bagliore.

    E tu, padre mio, qua sulla triste altura, ti prego,
    Condannami, o salvami, ora, con le tue fiere lacrime;
    Non andare docile in quella buona notte.
    Infuriati, infuriati contro il morente bagliore.

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    1. DO NOT GO GENTLE INTO THAT GOOD NIGHT - DYLAN THOMAS

      Do not go gentle into that good night, 
      Old age should burn and rage at close of day; 
      Rage, rage against the dying of the light.
      Though wise men at their end know dark is right, 
      Because their words had forked no lightning they 
      Do not go gentle into that good night.
      Good men, the last wave by, crying how bright 
      Their frail deeds might have danced in a green bay, 
      Rage, rage against the dying of the light.
      Wild men who caught and sang the sun in flight, 
      And learn, too late, they grieved it on its way, 
      Do not go gentle into that good night.
      Grave men, near death, who see with blinding sight 
      Blind eyes could blaze like meteors and be gay, 
      Rage, rage against the dying of the light.
      And you, my father, there on the sad height, 
      Curse, bless me now with your fierce tears, I pray. 
      Do not go gentle into that good night. 
      Rage, rage against the dying of the light.

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    2. questa poesia è incredibile. Non la conoscevo, ma è da studiare e apprezzare parola per parola

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  2. Poco prima della sua morte Dylan ne scrisse una versione radiofonica,infatti il radiodramma,a lui molto congeniale,gli consentiva di passare, dalla narrazione alla poesia attraverso l'altalenare di passioni,sentimenti ed emozioni.
    I veri protagonisti della storia risultano essere i sogni ed i desideri degli umili abitanti di questo paesino Gallese;isogni del vecchio lupo di mare Capitan Gatto,che vi ritrova i vecchi compagni annegati e l'amore della sua vita, Rosie;sono le visioni di Mr. Waldo, che rivive la gioventu', e di Polly Bellagamba, che mette continuamente al mondo figli, perdendo traccia dei relativi padri.Insomma è la storia di personaggi eccentrici e fuori dal normale,rivisitata nell'arco delle ventiquattro e precisamente dalla mezzanotte alla mezzanotte del giorno dopo.

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  3. Commentare Dylan Thomas è difficile, troppo recente per rientrare nelle reminiscenze scolastiche, troppo distante per essere attuale. Tuttavia basta informarsi appena per rendersi conto della grandezza di questo autore, artista estremo come tutti i grandi autori, fedele ai propri demoni fino alla fine. E forse misconosciuto in Italia: lo si deduce dalla difficoltà a reperire sul web informazioni in italiano su di lui, mentre nelle altre lingue se ne trovano a palate. Grazie! Questa è una segnalazione preziosa.

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    1. Grandissimo scrittore, Bob Dylan e Dylan Dog sono omaggi a lui.

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  4. " MR EDWARDS: Sono un merciaio pazzo d'amore. Ti amo più che tutte le flanelle e il calicò e la canapa e il cotone e la tela grezza e il merino, e il tussor e il cretonne e il crespo e la mussola e il popelin e la tela da materassi e la diagonale, nell'intero Salone delle Stoffe del mondo. Sono venuto a prenderti per portarti al mio Emporium sulla collina, dove la centrale telefonica ronza lungo i fili. Getta via i tuoi calzini da letto e il giubbino di lana gallese a maglia, riscalderò io le tue lenzuola coma una tostatrice elettrica, mi stenderò al tuo fianco come l'arrosto della domenica..."

    Con una dichiarazione d'amore così irresistibile, cosa può rispondere la sua amata?

    "MISS PRICE Lavorerò a maglia per te un borsellino di azzurri non-ti-scordar-di-me, perché il tuo denaro stia comodo."....

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  5. Tra le poche notizie trovate, me n'è piaciuta una: il paragone tra Polly Bellagamba e Bocca di Rosa di Fabrizio de Andrè, ingenua la prima, scantata la seconda, ma entrambe invise alle astiose mogli locali... Questo mi è già sufficiente per decidermi a comprarlo e leggerlo. Il brano messo da Roby è davvero irresistibile.

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  6. Avete ragione, non è un poeta al quale in Italia sia riconosciuto l'onore e la fama che si è meritato ovunque altrove. Ma lui ha qualcosa di speciale, qualcosa che ti cattura fin dalla prima volta che leggi qualcosa di suo, quella capacità di avvolgerti di parole umane, emozionanti e musicali: una magia indimenticabile. Questo bellissimo Sotto il bosco di latte si sviluppa come un conflitto tra una società ideale, fatta di individui liberi, stravaganti, cioè i folli, e la società reale, fatta di gente banale ed inquadrata, cioè i sani di mente. Captain Cat è insieme portavoce e arbitro in questa sorta di processo, poiché, essendo cieco, non vede ma SENTE meglio di chiunque altro l'ambiente circostante. Ma anche altri personaggi, e l'ambientazione, restano indelebili: un'opera davvero fondamentale.

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    1. MariaTeresa25/08/12, 13:12

      Beppe hai fatto un commento molto intrigante e mi hai convinta sarà il prossimo acquisto di libri

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  7. Mi sono divertita tantissimo a leggere questa commedia, e rimpiango di non averla mai vista a teatro. Gli intrecci di amore, odio, invidia, malizia sono alla base della storia e spesso sono tessuti tra vivi e morti, come nel caso di Capitano Gatto e Rosie Robert; oppure, davvero esilarante, tra la signora Ogmore-Pritchard e i suoi due defunti mariti, che schiavizza ancora come faceva quando erano vivi. I due miseri Ogmore e Pritchard sono diventati amici, dopo morti, entrambi vittime delle manie dalla loro vedova. Ecco il brano che preferisco:

    "Ia VOCE.... Mrs Ogmore-Pritchard alla prima goccia dell'acquazzone d'ombra suggella tutte le porte del suo Belvedere sul Mare, abbassa le persiane asettiche, siede ritta come un sogno secco su una sedia igienica dall'alto schienale e si impone un sonno pronto e freddo. Ad un tratto, a due tratti, Mr Ogmore e Mr Pritchard che tutto il santo giorno hanno chiacchierato come spettri nella baracca della legna, architettando la disamorata distruzione della loro vedova di vetro, sospirano riluttanti, ed entrano di sbieco nella sua linda casetta.
    PRITCHARD Prima di voi, Mr Ogmore.
    OGMORE Dopo di voi, Mr Pritchard.
    PRITCHARD No, no, Mr Ogmore. Foste voi il primo a renderla vedova.
    1a VOCE E filtrano attraverso il buco della serratura e borbottano, pieni di lacrime dove una volta erano gli occhi.
    MRS OGMORE-PRITCHARD Mariti miei,
    1a VOCE dice nel sonno. Nella voce c'è acido amore per uno dei suoi due fruscianti fantasmi. Mr Ogmore spera che non sia per lui. E così Mr Pritchard.
    MRS OGMORE_PRITCHARD Vi amo tutti e due.
    OGMORE (atterrito) Oh, Mrs Ogmore.
    Pritchard (inorridito) Oh, Mrs Pritchard.
    MRS OGMORE-PRITCHARD Presto sarà ora d'andare a letto. Ditemi quello che avete da fare, bene in ordine.
    OGMORE E PRITCHARD Dobbiamo tirare fuori i pigiama dal cassetto segnato pigiama.
    MRS OGMORE-PRITCHARD (freddamente) E poi dovrete toglierveli."

    Ma oltre a questi, tantissimi personaggi meritano attenzione, bene sfaccettati come sono e così tipicamente provinciali.
    Uno dei più bei libri che hai proposto, Rosarita!

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  8. Dall'introduzione a "Un Natale", un suo racconto incantato e piuttosto anarchico, copio queste righe:

    Dylan Thomas nacque a Swansea, in Galles,, nel 1914. Lavorò come giornalista per il South Wales Evening Post, e poi a Londra per la BBC. La sua prima raccolta di versi, pubblicata nel 1914, colpì la critica per la sua sconvolgente novità. In Italia le sue poesie uscirono nel dopoguerra presso Einaudi, Guanda e Mondadori.
    Carattere tumultuoso e insofferente bohémien, Dylan Thomas morì nel 1953, dopo una vita dolorosa e intensa.

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  9. FERN HILL - DYLAN THOMAS

    Now as I was young and easy under the apple boughs
    About the lilting house and happy as the grass was green,
    The night above the dingle starry,
    Time let me hail and climb
    Golden in the heydays of his eyes,
    And honoured among wagons I was prince of the apple towns
    And once below a time I lordly had the trees and leaves
    Trail with daisies and barley
    Down the rivers of the windfall light.

    And as I was green and carefree, famous among the barns
    About the happy yard and singing as the farm was home,
    In the sun that is young once only,
    Time let me play and be
    Golden in the mercy of his means,
    And green and golden I was huntsman and herdsman, the calves
    Sang to my horn, the foxes on the hills barked clear and
    cold,
    And the sabbath rang slowly
    In the pebbles of the holy streams.

    All the sun long it was running, it was lovely, the hay
    Fields high as the house, the tunes from the chimneys, it was
    air
    And playing, lovely and watery
    And fire green as grass.
    And nightly under the simple stars
    As I rode to sleep the owls were bearing the farm away,
    All the moon long I heard, blessed among stables, the
    nightjars
    Flying with the ricks, and the horses
    Flashing into the dark.

    And then to awake, and the farm, like a wanderer white
    With the dew, come back, the cock on his shoulder: it was all
    Shining, it was Adam and maiden,
    The sky gathered again
    And the sun grew round that very day.
    So it must have been after the birth of the simple light
    In the first, spinning place, the spellbound horses walking
    warm
    Out of the whinnying green stable
    On to the fields of praise.

    And honoured among foxes and pheasants by the gay house
    Under the new made clouds and happy as the heart was long,
    In the sun born over and over,
    I ran my heedless ways,
    My wishes raced through the house high hay
    And nothing I cared, at my sky blue trades, that time allows
    In all his tuneful turning so few and such morning songs
    Before the children green and golden
    Follow him out of grace.

    Nothing I cared, in the lamb white days, that time would
    take me
    Up to the swallow thronged loft by the shadow of my hand,
    In the moon that is always rising,
    Nor that riding to sleep
    I should hear him fly with the high fields
    And wake to the farm forever fled from the childless land.
    Oh as I was young and easy in the mercy of his means,
    Time held me green and dying
    Though I sang in my chains like the sea. 

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    1. IL COLLE DELLE FELCI – DYLAN THOMAS

      Dylan Thomas 
       
      Ora io giovane e semplice sotto i rami del melo 
      presso la casa sonora e felice come l’erba era verde, 
      la notte sulla vallata radiosa di stelle, 
      il tempo mi faceva esultare 
      e arrampicare d’oro nel rigoglio dei suoi occhi, 
      e venerato tra i carri ero principe delle città di mele 
      e cerunavolta io, il signore, che alberi e foglie 
      faceva scendere con orzo e margherite 
      giù per i fiumi di luce donati dal vento.

      E com’ero verde e spensierato, famoso nei granai, 
      nell’aia felice, cantando ché la fattoria era casa, 
      nel sole che è solo una volta giovane, 
      il tempo mi faceva giocare 
      e essere d’oro nella grazia dei suoi mezzi, 
      e io ero verde e d’oro, cacciatore e pastore, i vitelli 
      cantavano al mio corno, le volpi sui colli latravano nitide e fredde, 
      e il sabba risuonava lentamente 
      sui sassi dei sacri torrenti.
      E per tutto il sole erano corse, era bello, e i campi 
      di fieno alti come la casa, i canti dei camini, era aria 
      e un gioco bello e acqueo 
      e fuoco verde come l’erba. 
      E a notte, sotto le semplici stelle 
      mentre cavalcavo nel sonno le civette portavano via la casa, 
      e per tutta la luna sentivo, felice tra le stalle, i caprimulghi 
      che volavano coi mucchi di fieno, e i cavalli 
      che balenavano nel buio.
      E poi svegliarsi, e la fattoria, come un viandante bianco 
      di rugiada, tornava col gallo in spalla: tutto era 
      splendente, era Adamo e vergine, 
      il cielo si componeva ancora 
      e il sole cresceva tondo proprio quel giorno. 
      così dev’essere stato dopo la nascita della luce semplice 
      nel primo spazio roteante, gli incantati cavalli caldi al passo 
      fuori dalla verde stalla nitrente 
      sopra i campi della lode.
      E venerato fra le volpi e i fagiani presso la casa felice 
      sotto le nuove nuvole e gioioso per tutto il tempo del cuore, 
      nel sole che sorge in eterno, 
      percorsi le mie strade spensierate, 
      i miei desideri correvano per il fieno alto come la casa 
      e nulla m’importava, nei miei traffici azzurro-cielo, che il tempo permette 
      in tutte le sue sonore svolte solo poche canzoni del mattino 
      prima che i bimbi verdi e d’oro 
      lo seguano senza più grazia.
      Non m’importava, nei giorni bianco-agnello, che il tempo 
      m’avrebbe condotto su nel solaio fitto di rondini per l’ombra della mia mano, 
      nella luna che sempre sta sorgendo, 
      né che cavalcando nel sonno 
      l’avrei udito volare insieme ai campi alti 
      e mi sarei svegliato nella fattoria scomparsa per sempre dalla terra senza bimbi. 
      Oh quando ero giovane e semplice nella grazia dei suoi mezzi, 
      verde e morente mi trattenne il tempo 
      benché cantassi nelle mie catene, come il mare.

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    2. poesia magica, e magico stupore infantile del poeta, che osserva e descrive in immagini quella fattoria notturna che tutti noi, leggendo le sue parole, sogniamo estatici, fino allo struggimento delle parole conclusive.

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  10. AND THE DEATH SHALL HAVE NOT DOMINION - DYLAN THOMAS

    And death shall have no dominion.
    Dead man naked they shall be one
    With the man in the wind and the west moon;
    When their bones are picked clean and the clean bones gone,
    They shall have stars at elbow and foot;
    Though they go mad they shall be sane,
    Though they sink through the sea they shall rise again;
    Though lovers be lost love shall not;
    And death shall have no dominion.

    And death shall have no dominion.
    Under the windings of the sea
    They lying long shall not die windily;
    Twisting on racks when sinews give way,
    Strapped to a wheel, yet they shall not break;
    Faith in their hands shall snap in two,
    And the unicorn evils run them through;
    Split all ends up they shan't crack;
    And death shall have no dominion.

    And death shall have no dominion.
    No more may gulls cry at their ears
    Or waves break loud on the seashores;
    Where blew a flower may a flower no more
    Lift its head to the blows of the rain;
    Though they be mad and dead as nails,
    Heads of the characters hammer through daisies;
    Break in the sun till the sun breaks down,
    And death shall have no dominion.

    E LA MORTE NON AVRA' PIU' DOMINIO - DYLAN THOMAS

    E la morte non avrà più dominio.
    I morti nudi saranno una cosa
    Con l’uomo nel vento e la luna d’occidente;
    Quando le loro ossa saranno spolpate e le ossa pulite scomparse,
    Ai gomiti e ai piedi avranno stelle;
    Benché impazziscano saranno sani di mente,
    Benché sprofondino in mare risaliranno a galla,
    Benché gli amanti si perdano l’amore sarà salvo;
    E la morte non avrà più dominio.

    E la morte non avrà più dominio.
    Sotto i meandri del mare
    Giacendo a lungo non moriranno nel vento;
    Sui cavalletti contorcendosi mentre i tendini cedono,
    Cinghiati ad una ruota, non si spezzeranno;
    Si spaccherà la fede in quelle mani
    E l’unicorno del peccato li passerà da parte a parte;
    Scheggiati da ogni lato non si schianteranno;
    E la morte non avrà più dominio.

    E la morte non avrà più dominio.
    Più non potranno i gabbiani gridare ai loro orecchi,
    Le onde rompersi urlanti sulle rive del mare;
    Dove un fiore spuntò non potrà un fiore
    Mai più sfidare i colpi della pioggia;
    Ma benché pazzi e morti stecchiti,
    Le teste di quei tali martelleranno dalle margherite;
    Irromperanno al sole fino a che il sole precipiterà;
    E la morte non avrà più dominio.

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  11. Ogni parola, ogni pausa, mi appartengono.

    LET ME ESCAPE - Dylan Thomas

    Let me escape,

    Be free, (wind for my tree and water for my flower),

    Live self for self,

    And drown the gods in me,

    Or crush their viper heads beneath my foot.

    No space, no space, you say,

    But you’ll not keep me in

    Although your cage is strong.

    My strength shall sap your own;

    I’ll cut through your dark cloud

    To see the sun myself,

    Pale and decayed, an ugly growth.

    Lasciatemi fuggire, essere libero
    (Vento per il mio albero, acqua per il mio fiore),
    Vivere per me stesso
    e soffocare dentro di me gli dei
    o schiacciare sotto il piede le loro teste di vipera.
    Nessuno spazio, voi dite, nessuno spazio;
    ma non mi ci terrete,
    anche se è forte la vostra gabbia.
    La mia forza minerà la vostra,
    perforerò la vostra nuvola oscura
    per vedermelo il sole,
    pallido e marcio, una brutta escrescenza.

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    1. ho preso questa poesia da Dylan Thomas - Poesie (Einaudi 2002- traduzione di Ariodante Marianni), un libro preziosissimo e indispensabile.

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  12. Premetto che adoro Dylan Thomas.
    Dal necrologio apparso sul Times l'11 novembre 1953:
    "L'innocenza è sempre un paradosso, e Dylan Thomas rappresenta, in prospettiva, il più grande paradosso del nostro tempo."
    Ed è questo, l'aspetto che più colpisce di lui, questa estasiata innocenza, intatta seppur attraversata dalla corruzione

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  13. propongo questa poesia:

    The Tombstone Told When She Died - Dylan Thomas

    The tombstone told when she died.
    Her two surnames stopped me still.
    A virgin married at rest.
    She married in this pouring place,
    That I struck one day by luck,
    Before I heard in my mother's side
    Or saw in the looking-glass shell
    The rain through her cold heart speak
    And the sun killed in her face.
    More the thick stone cannot tell.
    Before she lay on a stranger's bed
    With a hand plunged through her hair,
    Or that rainy tongue beat back
    Through the devilish years and innocent deaths
    To the room of a secret child,
    Among men later I heard it said
    She cried her white-dressed limbs were bare
    And her red lips were kissed black,
    She wept in her pain and made mouths,
    Talked and tore though her eyes smiled.

    I who saw in a hurried film
    Death and this mad heroine
    Meet once on a mortal wall
    Heard her speak through the chipped beak
    Of the stone bird guarding her:
    I died before bedtime came
    But my womb was bellowing
    And I felt with my bare fall
    A blazing red harsh head tear up
    And the dear floods of his hair.

    La lapide diceva quando è morta - Dylan Thomas

    La lapide diceva quando è morta.
    I due cognomi mi bloccarono.
    Una vergine sposa dorme in pace.
    Si sposò in questo luogo piovoso,
    Che ho scoperto per caso,
    Prima che udissi nel grembo di mia madre
    O che vedessi nel guscio dello specchio
    La pioggia parlare dal suo cuore gelato
    O il sole ucciso nel suo volto.
    La spessa pietra non può dire di più.
    Prima ch' entrasse nel letto d'un estraneo
    Con una mano immersa nei propri capelli,
    O quella lingua piovosa respingesse
    Lungo gli anni diabolici e le morti innocenti
    Fino alla stanza d'un figlio segreto;
    Ho udito poi dalla gente
    Che gridò la spogliassero dell'abito bianco,
    E le sue rosse labbra annerissero i baci,
    Che pianse nel dolore e fece smorfie, parlò
    Ed offese, benché i suoi occhi sorridessero.

    Io che vidi in un film vertiginoso
    La morte e questa folle eroina
    Incontrarsi una volta sopra un muro mortale
    Le udii dire dal becco scheggiato
    Dell'uccello di pietra suo guardiano:
    Io morii prima dell'ora del letto
    Ma il mio grembo muggiva
    E io sentii nel mio nudo cadere
    Una rossa avvampante ruvida testa lacerarmi
    E il caro flutto dei suoi capelli.

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  14. Questa è una poesia inedita, che ho preso da Poesie - Einaudi 2002

    I HAVE COME TO CATCH YOUR VOICE - DYLAN THOMAS

    I have come to catch your voice,
    Your constructed notes going out of the throat
    With dry, mechanical gestures,
    To catch the shaft
    Altought it is so straight and unbending;
    Then, when I open my mouth,
    The light will come in an unwavering line.
    Then to chatch night
    Wading through her dark cave on ferocious wings.
    Oh, eagle-mounthed,
    I have come to pluck you,
    And take away your exotic plumage,
    Altough your anger is not a slight thing,
    Take you into my own place
    Where the frost can never fall,
    Nor the petals of any flower drop.

    SONO VENUTO A CATTURARE LA TUA VOCE - DYLAN THOMAS

    Sono venuto a catturare la tua voce,
    Le tue note costruite che escono dalla gola
    Con aridi, meccanici gesti,
    A catturare il raggio,
    Anche se è così dritto e inflessibile;
    Quando aprirò la bocca
    La luce vi entrerà senza ondeggiare.
    Sono venuto a prendere la notte,
    Che avanza con ali spietate nella nera sua caverna.
    Oh, bocca d'aquila,
    Sono venuto a spennarti,
    A strapparti l'esotico piumaggio,
    Anche se è forte la tua collera:
    A portarti da me,
    Dove la brina non potrà mai scendere
    Né i petali d'alcun fiore cadere.

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  15. SHOULD LANTERNS SHINE - DYLAN THOMAS

    Should lanterns shine, the holy face,
    Caught in an octagon of unaccustomed light,
    Would wither up, an any boy of love
    Look twice before he fell from grace.
    The features in their private dark
    Are formed of flesh, but let the false day come
    And from her lips the faded pigments fall,
    The mummy cloths expose an ancient breast.

    I have been told to reason by the heart,
    But heart, like head, leads helplessly;
    I have been told to reason by the pulse,
    And, when it quickens, alter the actions' pace
    Till field and roof lie level and the same
    So fast I move defying time, the quiet gentleman
    Whose beard wags in Egyptian wind.

    I have heard may years of telling,
    And many years should see some change.

    The ball I threw while playing in the park
    Has not yet reached the ground.

    SPLENDESSERO LANTERNE - DYLAN THOMAS

    Splendessero lanterne, il sacro volto,
    Preso in un ottagono d’insolita luce,
    Avvizzirebbe, e il giovane amoroso
    Esiterebbe, prima di perdere la grazia.
    I lineamenti, nel loro buio segreto,
    Sono di carne, ma fate entrare il falso giorno
    E dalle labbra le cadrà stinto pigmento,
    La tela della mummia mostrerà un antico seno.
    Mi fu detto: ragiona con il cuore;
    Ma il cuore, come la testa, è un’inutile guida.
    Mi fu detto: ragiona con il polso;
    Ma, quando affretta, àltero il passo delle azioni
    Finché il tetto ed i campi si livellano, uguali,
    Così rapido fuggo, sfidando il tempo, calmo gentiluomo
    Che dimena la barba al vento egiziano.
    Ho udito molti anni di parole, e molti anni
    Dovrebbero portare un mutamento.
    La palla che lanciai giocando nel parco
    Non è ancora scesa al suolo.

    (nell'anniversario della morte 9 novembre 1953)

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  16. houseboat tennessee28/11/14, 16:20

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  17. grazie. amo dylan thomas e ho visitato la sua casa natale a swansea lo scorso anno. tornerò presto in galles per visitare anche la boat house a Laugharne. Peccato in Italia i suoi libri tradotti non siano sempre facilmente reperibili. ad esempio a me risulta che Under Milk Wood sia attualmente fuori catalogo.

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    1. Ciao Marco, infatti su IBS non si trova (in italiano, ma in inglese ovviamente sì). E' vero, come diceva Marianna, Dylan Thomas è troppo recente per essere un classico, e troppo lontano per essere attuale. Consoliamoci: tu ed io lo conosciamo bene, siamo stati a Swansea e abbiamo visto come tutta la città graviti attorno a lui, alle sue opere. Per me è immenso, come Auden, come Yeats.

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