giovedì 3 gennaio 2013

La morte cammina per Eastrepps - Francis Beeding


(Death Walks in Eastrepps - UK 1931)

Di solito la signorina Hewitt affrettava il passo quando attraversava il bosco, perché dopo il tramonto gli alberi avevano un aspetto sinistro. Ma quella sera non vi fece caso. Stava pensando alle rose. Non vide l'ombra che scivolava tra gli alberi, né udì i passi lievi alle proprie spalle. Sostò un momento in mezzo al bosco, guardando la luna che occhieggiava tra i rami. Il chiaro di luna sui petali delle rose.... la visione colmò di pace la sua mente. Il colpo fu sferrato in quel momento. La signorina Hewitt non sentì nulla. Ma la visione svanì all'istante e la donna cadde al suolo, dove rimase immobile.

Questo delizioso romanzo fa parte di un notevole progetto editoriale: una piccola biblioteca del giallo da salvare. Alcuni titoli sono dei veri gioielli: questo ad esempio, come pure "Il segreto delle campane" di Dorothy L. Sayers; entrambi universalmente considerati tra i dieci migliori gialli di tutti i tempi.
Ambientata nella campagna di Norfolk, la storia è insolita e accattivante, truce e garbata allo stesso tempo. Un vero romanzo british, che conquista anche quei lettori che non amano il genere. 

13 commenti:

  1. I gialli sono spesso considerati letture di serie B, ma in realtà servono tantissimo, intercalati a dovere, a stemperare l'attenzione richiesta dai grandi classici. Questo poi me lo ricordo bene, anche se l'ho letto nei gialli Mondadori, all'incirca una trentina di anni fa. E non me lo scordo di sicuro, soprattutto per il movente!

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  2. Ma cosa c'è di più bello in questi gelidi giorni di vacanza che leggersi un bel giallo spraparanzati in poltrona? Purchè sia scritto bene, non sia cervellotico e con troppe spiegazioni finali, e non indugi troppo nel macabro. Io me lo voglio leggere speditamente, farmi un quadro e poi un'opinione, meglio se errata. Devo dire che non conosco nessuno dei due gialli appena nominati, ma sono invogliato a procurarmeli.

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  3. Considerazione non da poco: a loro volta i gialli si dividono in spy story, che non reggo, e noir, che invece mi assorbono tantissimo. Questo lo conosco, come conosco la collana brevemente individuabile come I Bassotti. Bello, anzi bellissimo, non eccede e non esagera, scorre limpido e inquietante come un torrente nel bosco di notte.

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  4. Adoro i gialli sin da quando ero ragazzina,mi piacciono gli intrighi,i colpi di scena...avere un mio personale parere su chi sia il colpevole...ho letto la trama di questo e mi ha catturata...devo comprarlo per arrivare presto alla fine e scoprire chi sia l'autore di queste efferati delitti..mi ha troppo incuriosita

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  5. è bella l'ambientazione in questa provincia balneare del nord Inghilterra, l'atmosfera è un po' quella del film lo Squalo: i turisti scappano e la polizia non sa che pesci pigliare. Ma qui l'omicida è in agguato lungo le strade per bene dalle tendine di pizzo e i bricchi del tè, predilige anzianotti benestanti e tranquilli, senza peccato e senza colpa. Ma un motivo c'è: davvero uno dei moventi più insoliti, ma perfetto, logico e insospettabile. Un giallo esemplare, ma anche un ottimo romanzo.

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  6. bello! Ho comprato entrambi i volumi che hai indicato e per ora ho letto solo questo: oltre ogni aspettativa! E' una storia tipicamente british, d'accordo, ma secondo me solo per il garbo e la coerenza. L'omicida non è solo terrificante, è anche lucido ed intelligente, e l'autore è molto bravo a preparare il lettore al delitto: quanti brividi nell'attesa del colpo in testa! Grazie per la segnalazione!

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  7. Biii brividi a oltranza, e una splendida ambientazione. Il paesaggio (bosco, stradine, costa) svolgono un ruolo importante: chi è stato in Inghilterra sa a cosa mo riferisco. I personaggi sono ben delineati, il loro carattere, la loro umanità. Scotland yard non ne esce benissimo, con la lentezza esasperata nelle indagini, giustificata solo dal fatto che i metodi sono quelli dell'epoca: oltre ottant'anni fa. I documenti sono da andare a cercare in archivi lontani, il riconoscimento facciale non è ancora contemplato, la scienza non è ancora al servizio della legge. Tuttavia c'è di più, in questo giallo, ed è la ineluttabilità di quello che sta per succedere: chi legge si contorce nell'attesa, mentre la vittima, ignara, continua nei suoi pensieri, nelle sue faccende. Questa è la maestria dell'autore: coinvolgere chi osserva senza poter intervenire. Mi ha emozionato e impaurito, e alla fine è stato facile capire il perchè: come è già stato detto, nessuna spiegazione è stata necessaria. Un capolavoro.

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  8. ma che bello! grazie x la segnalazione

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  9. mo' me lo segno! Poi ti dirò.

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  10. veramente bello! Sono una lettrice lenta, impiego almeno una settimana a finire un libro, e sono molto cauta negli acquisti. Ti ringrazio per avermi fatto conoscere questo bel giallo, dal quale confesso di considerarmi superstite, ma appagata! Ciao

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  11. Nei dieci migliori gialli di sempre, aggiungo La Collina di Beulah, di Reginald Hill.

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    1. Suggerimento recepito: l'ho letto in tre giorni e appena recensito sul blog: sono rimasta fulminata dai riferimenti a Kindertotenlieder, che mi hanno aperto un mondo.

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  12. Francis Beeding è lo pseudonimo di due scrittori inglesi: John Leslie Palmer (1885-1944) e Hilary Aidan St George Saunders (1898-1951). Oltre lo splendido romanzo giallo in oggetto (giudicato da tutti una pietra miliare del genere), scrissero anche The Norwich Victims e The House of Dr Edwardes, che ispirò a Hitchcock il film "Io ti salverò".

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