venerdì 5 aprile 2013

Poesie - Lawrence Ferlinghetti


(Poesie -1997)

Populist Manifesto for Poets, with Love

Poets, come out of your closets, 
Open your windows, open your doors, 
You have been holed-up too long 
in your closed worlds.
Come down, come down
from your Russian Hills and Telegraph Hills, 
your Beacon Hills and your Chapel Hills,
your Mount Analogues and Montparnasses, 
down from your foothills and mountains, 
out of your teepees and domes. 
The trees are still falling
and we’ll to the woods no more. 
No time now for sitting in them 
As man burns down his own house 
to roast his pig
No more chanting Hare Krishna 
while Rome burns.
San Francisco’s burning, 
Mayakovsky’s Moscow’s burning 
the fossil-fuels of life. 
Night & the Horse approaches
eating light, heat & power, 
and the clouds have trousers. 
No time now for the artist to hide 
above, beyond, behind the scenes, 
indifferent, paring his fingernails, 
refining himself out of existence. 
No time now for our little literary games, 
no time now for our paranoias & hypochondrias, 
no time now for fear & loathing, 
time now only for light & love. 
We have seen the best minds of our generation 
destroyed by boredom at poetry readings. 
Poetry isn’t a secret society, 
It isn’t a temple either. 
Secret words & chants won’t do any longer. 
The hour of oming is over, 
the time of keening come, 
a time for keening & rejoicing 
over the coming end
of industrial civilization 
which is bad for earth & Man. 
Time now to face outward 
in the full lotus position 
with eyes wide open, 
Time now to open your mouths 
with a new open speech, 
time now to communicate with all sentient beings, 
All you ‘Poets of the Cities’ 
hung in museums including myself,
All you poet’s poets writing poetry 
about poetry, 
All you poetry workshop poets 
in the boondock heart of America, 
All you housebroken Ezra Pounds, 
All you far-out freaked-out cut-up poets, 
All you pre-stressed Concrete poets, 
All you cunnilingual poets, 
All you pay-toilet poets groaning with graffiti, 
All you A-train swingers who never swing on birches, 
All you masters of the sawmill haiku in the Siberias of America, 
All you eyeless unrealists, 
All you self-occulting supersurrealists, 
All you bedroom visionaries and closet agitpropagators, 
All you Groucho Marxist poets 
and leisure-class Comrades 
who lie around all day and talk about the workingclass proletariat, 
All you Catholic anarchists of poetry, 
All you Black Mountaineers of poetry, 
All you Boston Brahims and Bolinas bucolics, 
All you den mothers of poetry, 
All you zen brothers of poetry, 
All you suicide lovers of poetry, 
All you hairy professors of poesie, 
All you poetry reviewers 
drinking the blood of the poet, 
All you Poetry Police -
Where are Whitman’s wild children, 
where the great voices speaking out 
with a sense of sweetness and sublimity, 
where the great’new vision, 
the great world-view, 
the high prophetic song 
of the immense earth 
and all that sings in it 
And our relations to it -
Poets, descend 
to the street of the world once more 
And open your minds & eyes 
with the old visual delight,
Clear your throat and speak up, 
Poetry is dead, long live poetry 
with terrible eyes and buffalo strength. 
Don’t wait for the Revolution 
or it’ll happen without you, 
Stop mumbling and speak out 
with a new wide-open poetry 
with a new commonsensual ‘public surface’ 
with other subjective levels 
or other subversive levels, 
a tuning fork in the inner ear 
to strike below the surface. 
Of your own sweet Self still sing 
yet utter ‘the word en-masse -
Poetry the common carrier 
for the transportation of the public 
to higher places
than other wheels can carry it. 
Poetry still falls from the skies 
into our streets still open. 
They haven’t put up the barricades, yet, 
the streets still alive with faces, 
lovely men & women still walking there, 
still lovely creatures everywhere, 
in the eyes of all the secret of all 
still buried there, 
Whitman’s wild children still sleeping there, 
Awake and walk in the open air. 


Manifesto populista. Per i Poeti, con Amore - Lawrence Ferlinghetti


Poeti, uscite dai vostri studi,
aprite le vostre finestre, aprite le vostre porte,
siete stati ritirati troppo a lungo
nei vostri mondi chiusi.
Scendete, scendete
Dalle vostre Russian Hills e dalle vostre Telegraph Hills,
Dalle vostre Beacon Hills e dalle vostre Chapel Hills,
dalle vostre Brooklyn Heights e dai Montparnasse,
giù dalle vostre basse colline e dalle montagne,
fuori dalle vostre tende e dai vostri palazzi.
Gli alberi stanno ancora cadendo
E non andremo più nei boschi.
Non è il momento ora di sedersi tra loro
quando l’uomo incendia la propria casa
per arrostire il maiale.
Non si canta più Hare Krishna 
mentre Roma brucia.
San Francisco sta bruciando
La Mosca di Majakowskij sta bruciando
I combustibili fossili della vita.
La notte & il cavallo si avvicinano
Mangiando luce, calore & forza
E le nuvole hanno i calzoni.
Non è il momento ora di nascondersi per l’artista
sopra, oltre, dietro le scene,
indifferente, tagliandosi le unghie,
purificandosi fuori dall’esistenza.
Non è il momento ora per i nostri piccoli giochi letterari,
Non è il momento ora per le nostre paranoie & ipocondrie,
non è il momento ora per la paura & il disgusto,
è il momento solo per la luce e per l’amore.
Abbiamo visto le migliori menti della nostra generazione
Distrutte dalla noia ai reading di poesia.
La poesia non è una società segreta,
né un tempio.
Le parole & i canti segreti non servono più.
L’ora di emettere l’OM è passata,
viene l’ora di cantare un lamento funebre,
un momento per cantare un lamento funebre & per gioire
sulla fine in arrivo
della civiltà industriale
che è nociva per la terra & per l’Uomo.
Il momento ora di esporsi
nella completa posizione del loto
con gli occhi bene aperti,
il momento ora di aprire le nostre bocche
in un nuovo discorso aperto,
il momento ora di comunicare con tutti gli esseri coscienti,
tutti voi, “Poeti delle Città”
appesi nei musei, includendo me stesso,
tutti voi poeti del poeta che scrive la poesia
sulla poesia
tutti voi poeti di poesia da laboratorio
nel cuore- giungla d’America
tutti voi addomesticati Ezra Pound, 
tutti voi poeti pazzi, sballati, malconci,
tutti voi poeti della Poesia Concreta pre-compressa,
tutti voi poeti cunnilingui,
tutti voi poeti da gabinetto a pagamento che vi lamentate con graffiti,
tutti voi ritmatori da metropolitana che non ritmate mai sulle betulle,
tutti voi padroni delle segherie haiku 
nelle Siberie d’America,
tutti voi non realisti senza occhi,
tutti voi supersurrealisti autonascosti,
tutti voi visionari da camera da letto,
ed agitprop da gabinetto,
tutti voi poeti alla Groucho Marxista 
e Compagni di ozio di classe
che restano inattivi tutto il giorno
e che parlano del lavoro di classe del proletariato,
tutti voi anarchici Cattolici della poesia,
tutti voi Neri Montanari della poesia,
tutti voi Bramini di Boston e bucolici di Bolinas,
tutti voi baby-sitters della poesia,
tutti voi fratelli zen della poesia,
tutti voi amanti suicidi della poesia,
tutti voi capelluti professori della poesia,
tutti voi critici di poesia
che bevete il sangue dei poeti,
tutti voi Poliziotti della Poesia-
Dove sono i figli di Whitman,
dov’è la grande voce che parla ad alta voce
con un senso di dolcezza & di sublimità,
dov’è la nuova grande visione,
la grande visione del mondo,
l’alta canzone profetica
dell’immensa terra
e tutto ciò che canta in essa
e il nostro rapporto con essa-
Poeti, scendete
Nelle strade del mondo ancora una volta
E aprite le menti & gli occhi
Con la vecchia delizia visuale,
schiarite la gola e parlate più forte,
la poesia è morta, lunga vita alla poesia
con occhi terribili e forza di bufalo.
Non aspettate la rivoluzione
o succederà senza di voi.
Smettete di mormorare e parlate ad alta voce
con una nuova poesia gridata
con una nuova comune-sensuale “comprensione-pubblica”
con altri livelli soggettivi
od altri livelli sovversivi,
un diapason nell’orecchio interno
per colpire sotto la superficie.
Del vostro dolce Io che ancora cantate
Ancora esprimete “la parola en-masse”-
Poesia il veicolo comune
per il trasporto pubblico
verso luoghi più alti
di altre ruote che possono portarla.
Poesia che ancora cade dai cieli
dentro le nostre strade ancora aperte.
Loro non hanno ancora innalzato barricate,
le strade animate ancora con visi,
uomini & donne attraenti camminano ancora qui,
dovunque ancora attraenti creature,
negli occhi di tutti il segreto di tutti
qui ancora sepolto,
i selvaggi figli di Whitman qui ancora dormono,
si svegliano e camminano nell'aria aperta. 


(Lawrence Ferlinghetti - Usa 1919)

Ispirato da Whitman, Majakovskij e Blake, Ferlinghetti contesta la società borghese usando i mezzi tipici della Beat Generation: la vita vagabonda senza radici, il ricorso all'alcool e alle droghe, il misticismo orientaleggiante; ma in tutta la sua opera non manca mai quel velo di tenerezza che me lo rende molto caro. Molte delle sue poesie sono destinate ad essere recitate con l'accompagnamento di musica jazz.

"Perché sono un distillatore 
di poesia.
Sono una banca del canto.
Sono una pianola
in un casino abbandonato
sulla riva del mare
in una fitta nebbia
e ancora suono".


26 commenti:

  1. Well/ this must be the place/ we were supposed to lie down (Beh, deve essere questo il posto, dove pensiamo di giacere) è la frase di questa poesia che ha ispirato il titolo allo splendido film di Sorrentino del 2011 con Sean Penn, rockstar sul viale del tramonto. Anche la poesia è struggente: l'amaro confronto tra il grigiore della vecchiaia e lo splendore della giovinezza.

    JUST I USED TO SAY – LAWRENCE FERLINGHETTI

    Just as I used to say
    love comes harder to the aged
    because they’ve been running
    on the same old rails too long
    and then when the sly switch comes along
    they miss the turn
    and burn up the wrong rail while
    the gay caboose goes flying
    and the steamengine driver don’t recognize
    them new electric horns
    and the aged run Out on the rusty spur
    which ends up in
    the dead grass where
    the rusty tincans and bedsprings and old razor
    blades and moldy mattresses
    lie
    and the rail breaks off dead
    right there
    though the ties go on awhile
    and the aged
    say to themselves
    Well
    this must be the place
    we were supposed to lie down
    And they do
    while the bright saloon careens along away
    on a high
    hilltop
    its windows full of blue sky and lovers
    with flowers
    their long hair streaming
    and all of them laughing
    and waving and
    whispering to each other
    and looking out and
    wondering what that graveyard
    where the rails end
    is
    PROPRIO COME SOLEVO DIRE – LAWRENCE FERLINGHETTI
    Proprio come solevo dire
    di rado l’amore capita ai vecchi
    perché sono sugli stessi binari
    da troppo tempo
    e poi quando l’occulta deviazione giunge
    mancano la curva
    e bruciano il binario sbagliato mentre
    l’ultimo carro allegramente sbanda
    e il fuochista non riconosce
    quelle nuove corna elettriche
    e i vecchi sbattono fuori dal rugginoso sperone
    che finisce
    nell’erba morta dove
    scatole di latta reti di letto e vecchi rasoi arrugginiti
    e materassi ammuffiti
    giacciono
    e il binario diventa morto
    proprio lì
    anche se i tiranti di ferro proseguono un po’
    e i vecchi
    si dicono
    Beh
    dev’essere qui
    che ci dobbiamo stendere
    E lo fanno
    mentre riluce in un locale lassù
    su un’alta
    collina
    piene le sue finestre di azzurro cielo e innamorati
    con fiori
    i loro lunghi capelli sciolti
    e tutti quanti ridono
    e agitano le mani e
    bisbigliando tra loro
    e guardando fuori
    si domandano cos’è
    dove termina il treno
    quel cimitero

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  2. Mea maxima culpa:
    * L'ho sentito nominare ma non mi sono mai dato la pena di leggere qualcosa di lui
    * In ogni caso avrei detto che è italiano
    * Pur avendo visto quel bel film ignoravo la provenienza del titolo
    * e anche il senso
    * la prima poesia mi ha dato la stessa emozione della lettera di Rimbaud che avevi pubblicato....cioè zero emozione, ma un senso storico importante se dovessi fare un compito, ma io cerco solo emozioni
    * la seconda poesia, quella del This must be a place, è semplicemente FAN-TA-STI-CA, e come tale ora sono finalmente costretto ad informarmi meglio. Sempre grato.

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  3. Scelgo una delle poche sue poesie che conosco. Vorrei ripetere la metrica spezzettata, ma nei commenti non è possibile, per cui mi adeguo anch'io.

    NEI BOSCHI DOVE TANTI FIUMI SCORRONO - L. FERLINGHETTI

    Nei boschi dove molti fiumi scorrono
    tra le basse colline
    e i campi della nostra infanzia
    dove la memoria confonfe pagliai e arcobaleni
    anche se i nostri «campi» erano strade
    rivedo sorgere quelle miriadi di mattine
    in cui ogni cosa vivente
    proiettava la propria ombra nell'eternità
    e per tutto il giorno la luce
    come di primo mattino
    con quelle sue acute ombre ombreggiava
    un paradiso
    che mi ero a malapena sognato
    e a malapena sapevo pensare
    a questo giorno dalla barba incolta
    con i suoi corvi beffardi
    che si levano sopra alberi secchi
    e gracchiano e stridono
    e mettono in dubbio ogni altra
    primavera e cosa

    (Da Una Coney Island della mente)

    IN WOODS WHERE MANY RIVERS RUN - LAWRENCE FERLINGHETTI
    In woods where many rivers run
    among the unbent hills
    and fields of our childhood
    where ricks and rainbows mix in memory
    although our ‘fields’ were streets
    I see again those myriad mornings rise
    when every living thing
    cast its shadow in eternity
    and all day long the light
    like early morning
    with its sharp shadows shadowing
    a paradise
    that I had hardly dreamed of
    nor hardly knew to think
    of this unshaved today
    with its derisive rooks
    that rise above dry trees
    and caw and cry
    and question every other
    spring and thing

    (from A Coney Island of the Mind)

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  4. Una delle foto che hai inserito nell'introduzione ritrae Ferlinghetti davanti alla sua libreria e casa editrice City Lights, da lui fondata a San Francisco nel 1953 e che pubblicò i primi lavori letterari della beat generation, tra cui Jack Kerouac e Allen Ginsberg. Proprio per aver pubblicato Howl (Urlo), di Ginsberg, del 1956, fu arrestato e imprigionato, con l'accusa di oscenità.
    L'altra foto è semplicemente bella: BANNED BOOKS (libri al bando). Usa un termine diventato fin troppo noto grazie ai social networks.


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  5. A metà degli anni quaranta prende vita il movimento, non solo letterario, definito BEAT, che modificherà radicalmente la società e il modo di fare cultura. Nasce tra la Columbia University e la City Lights Books, ed esplode tra varie accuse di oscenità e di infamie varie. Tra gli esponenti: Jack Kerouac, Allen Ginsberg, William Borroughs, Lawrence Ferlinghetti, Gregory Corso, e altri come Diane Di Prima, Norman Mailer, Joel Oppenheimer.
    La beat generation si innesca in un ventennio epocale: dalla bomba atomica alla guerra del Vietnam, dalle rivendicazioni razziali ai movimenti pacifisti. La società benpensante dell'epoca è frastornata da tutti questi eventi, e non afferra immediatamente l'importanza e il valore del movimento beat, che con disprezzo definisce i battuti, facendo riferimento alla loro presunta instabilità, all'uso abituale di droghe e alcool, al disprezzo per l'ordine costituito, ai versi osceni. "Beat - diceva Kerouac - vuol dire beatitudine, non battuto".
    Beat è ribellione. Beat è battito. Beat è il ritmo della musica jazz, del be-bop, della cadenza dei versi nelle poesie. Beat è la scoperta di se stessi, della vita sulla strada, del sesso liberato, della droga, dei valori umani, della coscienza collettiva.
    Un esempio del nuovo modo di fare poesia è questa, "oscena" quanto un quadro di Goya:

    Il Pittore - Lawrence Ferlinghetti

    Pura luce nella prima luce
    Pura come un angelo
    stava la tela
    davanti al giovane pittore
    Pulsava in onde di luce
    Brillava di luce propria
    Egli poteva solamente insudiciarla
    sopraffarla
    con il suo pennello troppo duro
    violarla
    con la sua spatola troppo fallica
    Egli desiderava un bel pennello di piume bianche
    (il Cigno con Leda)
    Ed egli indietreggiò
    E appoggiò la tela a terra
    E giacque solo con lei
    E a lungo giacque con quella vergine
    desiderando una purezza tutta per sé

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  6. com'è strano pensare a Ferlinghetti e sapere che è ancora vivo (anche se ha 94 anni, e me ne sarà grato se gli auguri di viverne ancora) Perché incarnare lo spirito della beat generation e aver dato il meglio di sé prima del '68 fa molto, come dire... passato prossimo, comunque passato. Ma a me piace comunque, come pure mi piace la poesia del Must be the place. La mia è questa, per quel vago, entusiasmante entusiasmante senso d'attesa che si respira:

    O fragili poesie, Lawrence Ferlinghetti

    O fragili poesie
    fiori d’amore-notte

    Rabbrividire di chitarre
    sul Quadalquivir

    Voci echeggiate
    su terrazze assolate

    Statue bianche all’imbocco dei ponti
    E "le braccia bianche delle strade"

    Balzo di cavalli bradi
    che incidono la terra scalpitando

    Treni di notte
    dalle sirene maledette nascoste
    nel libro del tempo

    Sere autunnali sulla Third Avenue
    la luce ocra che ora si spegne

    Manichini nudi
    sulle scale antincendio di casamenti popolari

    Neonati gettati
    in bagni di lacrime

    Risate come cristallo in frantumi
    Coppe di champagne lanciate dentro i caminetti

    Alba e gli amanti spossati
    ancora da saziare –

    Tutte, tutte le poesie del sogno umano
    ancora da liberare!

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    1. ecco l'originale:

      O FRAGILE POEMS - LAWRENCE FERLINGHETTI

      O fragile poems
      flowers of night-love
      quivering of guitars
      by the Guadalquivir
      echoed voices
      on sunlit terraces
      white statues on bridgeheads
      and 'The white arms of roads'
      leap of wild horses
      pawing the earth
      trains in the night
      their haunted whistles hid
      in book of time
      autumn evenings on Third Avenue
      the ochre light falling
      dressmakers' dummies undressed
      on tenement fire escapes
      newborn babies thrust
      into baths of tears
      laughter like crystal shattering
      champagne glasses thrown
      against fireplaces
      dawn and exhausted lovers
      still to be sated---
      all, all poems in the human dream
      still to be liberated!

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  7. Collego con un piacere sottile due cose che mi piacciono molto: Timoria e Ferlinghetti.

    FERLINGHETTI BLUES - TIMORIA

    It is the voice
    Of the Fourth Person Singular
    It is the voice
    Within the voice of the turtle
    It is the face
    Behind the face of the race
    Poetry is made of night-thoughts
    If it can tear itself away from illusion
    It will not be disowned
    Before the dawn.
    Poetry is made by evaporating
    The liquid laughter of youth
    Poetry is a book of light at night
    Dispersing clouds of unknowing
    It hears the whisper
    Of elephants
    And sees how many angels dance
    On the head of a pin
    And how many angels and devils dance on the head of a phallus
    It is a humming a keening
    A laughing a sighing at dawn
    A wild soft laughter
    It is the final gestalt
    Of the immagination
    Poetry should be emotion
    Recollected in emotion.

    E' la voce
    Della Quarta Persona Singolare
    E' la voce
    Dentro alla voce della tartaruga
    E' la faccia
    Dietro alla faccia della razza
    La poesia è fatta di pensieri notturni
    Se può strapparsi via dall'illusione
    Non sarà ripudiata
    Prima dell'alba
    La poesia è fatta evaporando
    La risata liquida della giovinezza
    La poesia è un libro di luce di notte
    Che diffonde nuvole di non sapere
    Ode il sussurro
    Degli elefanti
    E vede quanti angeli danzano
    Sulla capocchia di uno spillo
    E quanti angeli e diavoli danzano sulla punta di un fallo
    E' un ronzio un lamento
    Una risat un singhiozzo all'alba
    Una risatina matta
    E' la Gestalt finale
    Dell'immaginazione
    La poesia dovrebbe essere emozione
    Ricomposta insieme nell'emozione

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  8. PIETA' PER LA NAZIONE I CUI UOMINI SONO PECORE - LAWRENCE FERLINGHETTI

    Pietà per la nazione i cui uomini sono pecore
    e i cui pastori sono guide cattive
    Pietà per la nazione i cui leader sono bugiardi
    i cui saggi sono messi a tacere
    Pietà per la nazione che non alza la propria voce
    tranne che per lodare i conquistatori
    e acclamare i prepotenti come eroi
    e che aspira a comandare il mondo
    con la forza e la tortura
    Pietà per la nazione che non conosce
    nessun'altra lingua se non la propria
    nessun' altra cultura se non la propria
    Pietà per la nazione il cui fiato e’ danaro
    e che dorme il sonno di quelli
    con la pancia troppo piena
    Pietà per la nazione – oh, pietà per gli uomini
    che permettono che i propri diritti vengano erosi
    e le proprie libertà spazzate via
    Patria mia, lacrime di te
    dolce terra di libertà!"

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    1. ecco l'originale:

      Pity the nation whose people are sheep,
      and whose shepherds mislead them.
      Pity the nation whose leaders are liars, whose sages are silenced,
      and whose bigots haunt the airwaves.
      Pity the nation that raises not its voice,
      except to praise conquerors and acclaim the bully as hero
      and aims to rule the world with force and by torture.
      Pity the nation that knows no other language but its own
      and no other culture but its own.
      Pity the nation whose breath is money
      and sleeps the sleep of the too well fed.
      Pity the nation — oh, pity the people who allow their rights to erode
      and their freedoms to be washed away.
      My country, tears of thee, sweet land of liberty.

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    2. Grazie, mi avevano detto che era di pasolini.

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  9. Ferlinghetti è un grandissimo poeta cosmopolita, che trasmette nei suoi versi tutti i colori e la musicalità che ha assorbito in giro per il mondo, soprattutto Europa. A me, tuttavia, è carissima questa poesia, per un ricordo appassionato che conservo nel cuore.

    Nostalgia tunisina - Lawrence Ferlinghetti

    Nuda camera di marmo bianco
    In quel bianco hotel
    Su un alto promontorio
    Sul mare
    A Cartagine
    Le grandi portefinestre si aprono
    Sul mare troppo azzurro
    Tremolanti riflessi di sole
    Sull’alto soffitto
    Sul grande letto
    Con le lenzuola di mussola così bianche
    E i pavimenti di marmo grigio chiaro
    Freddi a piedi nudi
    E attraverso una porta socchiusa
    Si intravedono due corpi
    Sul letto nel caldo di mezzogiorno
    Una bottiglia di retzina aperta
    Sul pavimento
    E poi la porta chiusa sbattuta
    Le tapparelle sciolte
    E poi le risa e
    I baci e
    Il pianto
    Uditi
    Attraverso il tramezzo
    In quella stanza oscurata
    Affittata per un giorno tanto tempo fa.

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    1. TUNISIAN NOSTALGIA - LAWRENCE FERLINGHETTI

      Bare white marble room
      in that white hotel
      on a high bluff
      over the sea
      in Carthage
      The huge French doors open
      on the too blue sea
      Flickered reflections of waves
      on the high ceiling
      over the big bed
      with the so-white muslin sheets
      and the white grey marble floors
      cool to the bare feet
      And through a door ajar
      two bodies glimpsed
      on a bed in heat of noon
      an open bottle of retzina
      on the floor
      And then the door swung shut
      the blinds drawn down
      And then the laughter and
      the kissing and
      the crying
      overheard
      through the transom
      in that darkened room
      rented for a day long ago

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  11. tempo fa sono andata a Ferrara a vedere una bellissima mostra su Joaquim Sorolla. Immagini stupende, vaporose, con un amore unico per la femminilità, seppure di tempi passati. Mi fa piacere, oggi, ricordare le emozioni di quel giorno riportando queste parole:

    LE DONNE DI SOROLLA - LAWRENCE FERLINGHETTI

    Le donne di Sorolla dagli elegantissimi cappelli
    sdraiate sulle sue spiagge di tela
    incantavano gli impressionisti
    spagnoli
    Ed erano ritratti fraudolenti
    del mondo
    per il modo in cui la luce giocava su di loro
    creando illusioni
    d’amore?
    Non riesco a non pensare
    che la loro “realtà”
    fosse quasi altrettanto reale
    del mio ricordo di oggi
    quando l’ultimo sole stava sospeso sulle colline
    e io sentivo il giorno precipitare
    come i gabbiani che si tuffavano
    fino quasi a terra
    mentre gli ultimi gitanti si sdraiavano
    e si amavano nel giallo delle ginestre ventose
    trovando resistenza e resistendo
    straziandosi
    ancora
    e ancora
    finché l’ultimo rovente climax sospeso
    a cui alla fine non era più possibile resistere
    li faceva gemere
    E gli alberi della notte si alzavano

    SOROLLA’S WOMEN - LAWRENCE FERLINGHETTI

    Sorolla’s women in their picture hats
    stretched upon his canvas beaches
    beguiled the Spanish
    Impressionists
    And were they fraudulent pictures
    of the world
    the way the light played on them
    creating illusions
    of love?
    I cannot help but think
    that their “reality”
    was almost as real as
    my memory of today
    when the last sun hung on the hills
    and I heard the day falling
    like the gulls that fell
    almost to land
    while the last picnickers lay
    and loved in the blowing yellow broom
    resisted and resisting
    tearing themselves apart
    again
    again
    until the last hot hung climax
    which could at last no longer be resisted
    made them moan
    And night’s trees stood up

    (From "A Coney Island of the Mind)

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  12. Io invece ho trovato in A coney Island of the mind questa stupenda poesia, con riferimenti al mio amatissimo Chagall. Ferlinghetti è un'ulteriore scoperta, oltre le cose che sapevo già. Ci vuole un pittore-poeta per leggere un poeta-pittore. Entusiasmante!

    FERMA IL CAVALLO NON FARGLI MANGIARE IL VIOLINO - LAWRENCE FERLINGHETTI

    Ferma il cavallo non fargli
    mangiare il violino
    strillò la madre di Chagall
    Ma lui
    continuò imperterrito
    a dipingere
    E divenne famoso
    E continuò a dipingere
    Il Cavallo con il Violino in Bocca
    E quando lo finì
    montò sul cavallo
    e galoppò via
    sventolando il violino
    E poi con un profondo inchino lo offrì
    alla prima nuda ignuda in cui si imbatté
    E non c'era nessuna corda
    a trattenerlo

    Don’t Let That Horse . . . BY LAWRENCE FERLINGHETTI

    Don’t let that horse
    eat that violin

    cried Chagall’s mother

    But he
    kept right on
    painting

    And became famous

    And kept on painting
    The Horse With Violin In Mouth

    And when he finally finished it
    he jumped up upon the horse
    and rode away
    waving the violin

    And then with a low bow gave it
    to the first naked nude he ran across


    And there were no strings
    attached

    (from A Coney Island of the Mind)

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  13. Questa è per me:

    LAWRENCE FERLINGHETTI ( from Back Roads to Far Places)

    THE DOOR to the invisible
    is visible

    The hidden door
    is not hidden

    I walk through it forever
    not seeing it

    I am what I am

    And will be
    what I will be

    LAWRENCE FERLINGHETTI (da Strade Sterrate per Posti Sperduti)

    LA PORTA per l'invisibile
    è visibile

    la porta nascosta
    non è nascosta

    La varco in eterno
    senza vederla

    Io sono quello che sono

    E sarò
    quel che sarò

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  14. E anche questa:

    LAWRENCE FERLINGHETTI (from Back Roads to Far Places)

    PAPYRUS and bamboo
    in the window's weather --
    East + West's leaves
    tangled together


    Papiro e bambù
    esposti alle intemperie alla finestra --
    foglie dell'Est + foglie dell'Ovest
    intrecciate

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  19. Il mondo è un gran bel posto
    per nascerci
    se non date importanza alla felicità
    che non è sempre
    tutto questo spasso
    se non date importanza a una punta d'inferno
    qua e là
    proprio quando tutto va bene
    perché anche in paradiso
    non è che cantino
    tutti i momenti
    Il mondo è un gran bel posto
    per nascerci
    se non date importanza alla gente che muore
    continuamente
    o è soltanto affamata
    per un po'
    che in fondo poi fa male la metà
    se non si tratta di voi
    Oh il mondo è un gran bel posto
    per nascerci
    se non vi state troppo a preoccupare
    di qualche cervello morto
    su ai posti di comando
    o di una bomba o due
    di tanto in tanto
    contro le vostre facce voltate
    o di consimili contrattempi
    cui va soggetta la nostra
    società di gran marca
    con i suoi uomini che si distinguono
    e i suoi uomini che si estinguono
    e i suoi preti
    e altri scherani
    e con le varie segregazioni
    e congressuali investigazioni
    e altre costipazioni
    che sono il retaggio
    della nostra carne demente
    Sì il mondo è il più bel posto del mondo
    per un sacco di cose come
    fare la pantomima della farsa
    e fare la pantomima dell'amore
    e fare la pantomima della tristezza
    e cantare in sordina d'amore e avere ispirazioni
    e andare a zonzo
    guardando tutto
    e odorando fiori
    toccando il culo delle statue
    e persino pensando
    e baciando la gente e
    facendo figli portando pantaloni
    e agitando cappelli e
    ballando
    e andando a bagnarsi nei fiumi
    a fare dei picnic
    in piena estate
    o solo genericamente

    ma poi proprio in mezzo a tutto quanto
    arriva sorridente il
    beccamorto.
    __ Lawrence Ferlinghetti __

    (grazie a Libreria Post Office)

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    1. THE WORLD IS A BEAUTIFUL PLACE - LAWRENCE FERLINGHETTI
      The world is a beautiful place
      to be born into
      if you don't mind happiness
      not always being
      so very much fun
      if you don't mind a touch of hell
      now and then
      just when everything is fine
      because even in heaven
      they don't sing
      all the time

      The world is a beautiful place
      to be born into
      if you don't mind some people dying
      all the time
      or maybe only starving
      some of the time
      which isn't half bad
      if it isn't you

      Oh the world is a beautiful place
      to be born into
      if you don't much mind
      a few dead minds
      in the higher places
      or a bomb or two
      now and then
      in your upturned faces
      or such other improprieties
      as our Name Brand society
      is prey to
      with its men of distinction
      and its men of extinction
      and its priests
      and other patrolmen

      and its various segregations
      and congressional investigations
      and other constipations
      that our fool flesh
      is heir to

      Yes the world is the best place of all
      for a lot of such things as
      making the fun scene
      and making the love scene
      and making the sad scene
      and singing low songs and having inspirations
      and walking around
      looking at everything
      and smelling flowers
      and goosing statues
      and even thinking
      and kissing people and
      making babies and wearing pants
      and waving hats and
      dancing
      and going swimming in rivers
      on picnics
      in the middle of the summer
      and just generally
      'living it up'
      Yes
      but then right in the middle of it
      comes the smiling

      mortician

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