mercoledì 23 luglio 2014

Elogio della follia - Erasmo da Rotterdam

(Stultitiæ Laus  - 1509)


"Tuttavia, poiché l'uomo, nato per far fronte agli affari, doveva ricevere in dote un po' più di un'oncia di ragione, Giove, per provvedere debitamente, mi convocò perché lo consigliassi, come su tutto il resto, anche a questo proposito; e il mio pronto consiglio fu degno di me: affiancare all'uomo la donna, animale, sì, stolto e sciocco, ma deliziosamente spassoso, che nella convivenza addolcisce con un pizzico di follia la malinconica gravità del temperamento maschile. Platone, infatti, quando sembra in dubbio circa la collocazione della donna, se fra gli animali razionali o fra i bruti, vuole solo sottolineare la straordinaria follia di questo sesso. E, se per caso una donna vuole passare per saggia, ottiene solo di essere due volte folle, come se uno volesse, contro ogni ragionevole proposito, portare un bue in palestra. Infatti raddoppia il suo difetto chi, distorcendo la propria natura, assume sembianza virtuosa. Come, secondo il proverbio greco, la scimmia è sempre una scimmia, anche se si ammanta di porpora, così la donna è sempre una donna, cioè folle, comunque si mascheri."



Erasmo da Rotterdam ( Desiderius Erasmus Roterodamus, Olanda 1466-1536)

Un testo stravagante, malizioso e imperdibile, diviso in 68 brevi capitoli, in cui la Follia parla in prima persona. Un testo che rappresenta magnificamente il passaggio tra la cultura classica e quella moderna.
Trovo discutibile l'operazione del  Sole24ore, che recentemente ha allegato al giornale  un'improponibile "Elogio della Pazzia": l'ho comprato per curiosità, immaginando di trovare una traduzione, e interpretazione, diverse da quelle che ho già.  Sorpresa! all'interno non compare affatto la parola pazzia, ma sempre, eternamente, universalmente FOLLIA. E allora, per quale motivo cambiarne il titolo? Volendo essere pedante senza essere un luminare della psichiatria, direi che c'è una differenza sostanziale tra i due termini: la pazzia  è malattia incolpevole, ma la follia, nel bene e nel male, è lucida e menefreghista genialità.

10 commenti:

  1. Presumo che cambiare titolo ad un'opera così famosa sia solo una furbata editoriale per attirare l'attenzione del lettore. Detto questo, vorrei sottolineare la portata religiosa di questo testo: Erasmo da Rotterdam è un Umanista cristiano, con lo scopo di trasformare la Chiesa cupa dei tempi bui in qualcosa di più umano e conciliante.

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  2. accidenti che complimento a noi donne! folli come delle scimmie nn sono d'accordo

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  3. ma è stato scritto 500 anni fa, invece io lo trovo molto moderno come pensiero: mi vengono in mente le Punt-e-Mes dei gloriosi anni '70: scarpe a Punta e Messinpiega, combinata vincente!

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  4. Rewind Stranglers' album La Folie. The album's French language title literally translates to "Madness". In various interviews, the band related that this referred to "The Madness of Love" and that conceptually, each of the songs on the album was intended to explore a different kind or aspect of "love". Shake it up with the madness!

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    1. Traduco:
      Riascoltiamo l'album degli Stranglers 'La Folie. Il titolo in lingua francese dell'album letteralmente si traduce in "La Follia". In varie interviste, la band assicurò che questa si riferiva alla follia dell'amore, e che, concettualmente, ognuna delle canzoni dell'album era destinata ad esplorare un diverso tipo o un aspetto di "amore". Evvai con la follia!

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  5. Follia, pazzia per me pari sono

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  6. Una necessaria prima lettura superficiale dell'Elogio della Follia ci regala un'amena e spesso divertente esperienza. Come dimenticare certi passi, come ad esempio questo dedicato alla follia dei vecchi:
    "C'è allora chi si tinge i capelli di nero, chi nasconde la calvizie sotto un parrucchino, chi sfoggia dentature da cinghiale, chi si innamora pazzamente di un ragazza e si strugge dal desiderio come un giovanotto. Non è raro il caso di un vecchio decrepito, con un piede nella fossa, che si prenda in moglie una ragazzina, povera in canna (la quale poi si consolerà altrove), anzi, è diventato ormai una moda".
    Ma la chiave di lettura è, e deve restare, duplice. Anche nei capitoli più spassosi, sferzandoci tra le righe, l'autore ci invita a fare della nostra vita un cammino migliore.

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  7. Ecco il seguito del capitolo XXX, dal quale Marco ha estrapolato solo la panoramica, diciamo, maschile. Lo ringrazio della gentilezza per aver risparmiato quanto segue:
    "E' ancora più sollazzante sentire certe nonnette che sembrano cadaveri viventi tornati dal regno dei morti inneggiare ai piaceri della vita. Sono capaci si pagare qualche Faone (*) perché si presti al loro piacere, si imbrattano il volto di creme, trascorrono ore davanti allo specchio, si depilano in mezzo alle cosce e fanno di tutto per nascondere la realtà, magari mettono in mostra anche con scollature eccessive il seno ormai avvizzito e cascante. Con voce tremula sussurrano paroline d'amore, alzano i calici, si mescolano alle danze delle giovinette e scrivono bigliettini amorosi. Il loro comportamento suscita ilarità ed è giustamente ritenuto folle. Ma è un piacere vedere delle donne così anziane contente di sé, ubriache di voluttà e, grazie a me, felici."

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    1. * FAONE
      Era un anziano traghettatore che lavorava tra l'Asia Minore e la Grecia. Un giorno trasportò una vecchia senza farsi pagare; si trattava della dea Afrodite, che per ricompensare la sua generosità gli regalò un unguento capace di farlo tornare giovane e desideratissimo dalle donne. Secondo Ovidio, Faone fu amato dalla poetessa Saffo la quale, non corrisposta, si gettò in mare da una rupe dell'isola di Leucade.

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  8. Sorvolando sullo spietato ritratto delle vecchie babbione, concordo totalmente, non è forse vero che la fantasia, l'arte, il coraggio, l'audacia sono tutte manifestazioni di follia? Per non parlare della musica rock, ma anche di quella classica, della poesia, della pittura! L'esaltazione di una serata folle, il divertimento di uno spettacolo comico, o quelle serate pazzesche tra amici dove si va giù pari tra risate lacrime e bevute a più non posso, sono belle proprio per questo. O una volata in moto, o una discesa a tutta velocità sulla neve, o andare a combattere per popoli stranieri, ma anche tutte le invenzioni che hanno sconvolto e cambiato il mondo... tutte queste cose sono possibili solo grazie alla follia, sia pure momentanea, per sfuggire alla monotonia della serietà e della routine. Per non parlare, e poi chiudo, delle passioncelle e dei tradimenti.

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