martedì 7 luglio 2015

La morte corre sul fiume - Davis Grubb


(The night of the Hunter - 1953)

"Ben resta in silenzio. Il Predicatore si allontana e rimane a fissare fuori dalla finestra della cella con le mani lunghe e ossute dietro la schiena. Pensa: ma che uomo si fa tatuare le dita a quel modo? Una lettera blu ciascuno, nella pellaccia grigia della destra c'è scritto L-O-V-E, amore. nella sinistra invece H-A-T-E, odio. Che razza di uomo è?"


Robert Mitchum nel film "La morte corre sul fiume"  (The Night of the Hunter) diretto nel 1955 da Charles Laughton.



Da grande ho sempre preferito leggere prima il libro e poi vederne il film. In questo caso (come per Il Buio oltre la Siepe) diciamo che mi sono avvantaggiata col film di almeno 40 anni. Sono due film inscindibili nella mia memoria: terrore puro e brividi di emozione, bambini protagonisti e importanti contesti sociali sullo sfondo. 
Anche i romanzi da cui sono stati tratti i due film sono in un certo senso inscindibili. Sia Davis Grubb che Harper Lee non hanno scritto molto altro, e i loro libri sono stati surclassati dai film relativi. Eppure, sono due capolavori: del Buio oltre la Siepe ne ho parlato in un altro post.
Grubb ambienta la sua storia durante la Depressione, a Moundsville dove era nato. Scrive senza tanti fronzoli, virgolette o parentesi: l'immagine e il messaggio sono asciutti e immediati. Indimenticabile il
corollario di persone semplici, vittime designate del fanatismo religioso. Indimenticabile il coraggio dei bambini di allora. Infine, ovviamente impossibile leggere la storia senza vedersi davanti la faccia sardonica di Robert Mitchum, perfetto nelle vesti avide e untuose di Harry Powell, il Predicatore (il cacciatore nella versione originale): l'Uomo Nero per eccellenza.



Davis Grubb - Moundsville (West Virginia 1919 - New York 1980)

3 commenti:

  1. Non ho mai letto il libro, e me ne dolgo. Ma il film occupa un posto importante nel mio mondo fantastico. A cominciare dai titoli: mentre scorrono sul cielo stellato, che ci avvia nella giusta emozione, ecco partire quella ninna-nanna....:
    "Dream, little one, dream.
    Dream, my little one, dream.
    Oh, the hunter in the night
    fills your childish heart with fright.
    Fear is only a dream.
    So dream, little one, dream."
    (Sogna, piccolo, sogna. Sogna, piccolo mio, sogna. Oh, il cacciatore della notte colma di paura il tuo cuore di bambino. La paura è solo un sogno. Così sogna, piccolo, sogna).
    Terribile!

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  2. Nella sua vita di attore, Charles Laughton solo una volta si è cimentato nella regia: per il film The night of the Hunter, uscito negli Stati Uniti il 29 settembre 1955. Indimenticabili i protagonisti adulti: Robert Mitchum (Harry Powell), Shelley Winters (la madre Willa Harper, poi diventata Judy Harper nella stupida traslitterazione italiana) e Lilian Gish (la spettacolare Rachel Cooper). I bambini, Pearl e John Harper, come sempre, ci fanno talmente immedesimare che i protagonisti siamo noi.

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  3. "... John sbatté la porta con tutta la sua forza. Il predicatore gridò dal dolore. John sentì le dita malvagie che rimanevano schiacciate contro lo stipite, riaprì, sbatté di nuovo la porta e la spinse più che poté prima che l'altro si riprendesse. Il chiavistello andò al suo posto. Senza fiato il bambino si accasciò contro il muro e rimase in ascolto: l'altro era come una volpe in trappola, accovacciato in cima alle scale, la bocca contro lo stipite della porta, il respiro pesante, singhiozzava piano, si spremeva le meningi, cercava di farsi venire un'idea.
    Bambini?
    La voce accattivante e gentile.
    Bambini? Statemi a sentire....."

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