mercoledì 23 marzo 2016

Capitan Tempesta - Emilio Salgari




E' davvero una storia speciale quella che voglio raccontare. Un paio di settimane fa, su una bancarella ad un mercatino, ho acquistato (per un euro e mezzo) un libro in condizioni pietose: impolverato, con le pagine semistaccate... mancando la copertina e il frontespizio, qualcuno li aveva creati ad arte: cartone marmorizzato e carta celeste. A mano, aveva scritto Capitan Tempesta... di cui io ignoravo l'esistenza.


Non riuscendo a stabilire editore e anno di pubblicazione, per poterlo registrare, ho cercato sul web le tavole illustrative. Sono di Alberto della Valle, e il libro è del 1905, edizioni Donath Editore, Genova. 




Durante la ricerca, incuriosita dalla trama, mi sono imbattuta in un articolo, nel quale si diceva che Capitan Tempesta era l'eroina preferita da Che Guevara. E io non sapevo nemmeno che fosse una femmina!

Poi, con calma mi sono messa a restaurarlo, e all'interno, con mia somma e gioiosa emozione, ho trovato due pagine, saldate accuratamente: il sogno di ogni amante del libri. All'interno, nascosta molto bene, questa foto, originale Zentralbild Berliner, di Lenin!




Io credo che un grande pregio dei libri sia quello di obbligarci a dover risolvere assolutamente ogni argomento che desta la nostro curiosità e svela le nostre lacune. A questo punto devo capire cosa contiene di speciale questo libro, da piacere al Che e ad uno sconosciuto che, forse cent'anni fa, ha nascosto la foto di Lenin tra le sue pagine. Devo leggerlo! 

E per farlo, mi sono comprata il libro nuovo.  



19 commenti:

  1. davvero una bella storia. Ma il libro? di cosa parla? Ho visto solo un racconto personale, ce lo consigli o no

    RispondiElimina
  2. Evinco una morale che mi riporta nel passato... Mio padre era un uomo piuttosto colto, che aveva potuto dedicarsi ai suoi studi grazie ai sacrifici di suo padre, mio nonno di cui porto orgogliosamente il nome. Nonno era un autodidatta: aveva scoperto la vera letteratura in età avanzata, leggendo per secondo, e quasi di nascosto, i libri dei figli. Il grande merito di questo bell'uomo, che sapeva tutto di agronomia e niente di filosofia, fu di insegnarci qualcosa che a tutti noi è servito nelle nostre vite, ed è racchiuso tutto in nello stesso tuo pensiero: se ti imbatti in qualcosa che non sai, non avere pace finché non lo impari. Nemmeno io ho letto la storia di Capitan Tempesta: a Sabella, e che mi perdoni, dico solo che non ha capito niente.

    RispondiElimina
  3. Tralasciò la politica, e mi limito a desiderare davvero che mi capiti altrettanto, cosa che sogno ogni volta che compro un libro usato...

    RispondiElimina
  4. Effettivamente non volevo commentare un libro nemmeno letto. Volevo solo raccontare - per il momento - un'esperienza emozionante, riservata solo ai cacciatori di libri...

    RispondiElimina
  5. Molto bella storia. Sono curiosa di sapere cosa ci fai ad un libro vecchio e rotto, non ho soldi per farlo restaurare ma vorrei renderlo presentabile, almeno! e senza rovinarlo del tutto. Leggerlo non se ne parla, cosi' com'e' ci si potrebbe intossicare. E' un libro di preghiere con le pagine sottilissime, il libro e' sottile, ma le pagine sono 574.

    RispondiElimina
  6. Provo a risponderti io, sapendo bene che i cosiddetti "cacciatori di libri" sono gelosissimi dei loro trucchi e segreti. Pulisco delicatamente ogni libro che compro, anche quelli nuovi, niente di invasivo, pezzuoline pulite e leggermente inumidite di acqua e sapone. Asciugo bene. Se il libro e' rovinato, uso innanzitutto un pennellino ruvido per rimuovere lo sporco, se e' unto cospargo con un po' di talco. Le pagine staccate vanno ricucite con pazienza quarto a quarto. MAi usare nastri adesivi! Uso colla vinilica per i dorsi staccati. Non penso di essere un esperto. Tengo i libri accomodati in una scansia apposita, perche' va spolverata piu' spesso delle altre. Ciao

    RispondiElimina
  7. Nella tua appassionata introduzione non hai nominato mai l'autore: Emilio salgari, forse perche' non e' un classico? Io immagino che dell'autore non ti importi nulla, e che ti bastava comprare un libro vecchio per sognare.

    RispondiElimina
  8. Ho messo l'autore nel titolo... ma in fondo in quello che dici c'è del vero. Ho una passione smodata per i libri, e ne ho veramente tanti. Li possiedo, li amo, li leggo e li rileggo. Cambio continuamente la disposizione nelle librerie. Dopo aver comprato e letto di tutto, da qualche anno ho cambiato strategia: mi libero dei non-libri per fare posto a quello che mi interessa veramente: i classici, e in particolare la poesia. Così vado a caccia di libri usati, pur continuando a comprarne di nuovi... e regalo quelli che non mi interessano. Adoro le bancarelle, ci perdo ore a guardare tutti i libri, e alla fine me ne porto a casa tanti. Li pulisco attentamente e me li leggo. Adoro pure registrarli su Google Drive, una scheda per ogni autore, e gli autori divisi in classici e contemporanei per ogni nazione, per ogni continente, per ogni settore. Cambio anche le edizioni di uno stesso libro: preferisco copertine sobrie (ET Einaudi e Adelphi su tutte) e detesto le copertine pacchiane. Per questo le bancarelle sono preziosissime... Senza contare che a volte capita di essere attratta da qualcosa di non cercato... e in questo caso tentenno, rifiuto, dubito, torno indietro e me lo piglio: quasi sempre, dopo, sarà proprio quel libro a regalarmi l'emozione maggiore!

    RispondiElimina
  9. Anna Maria 194805/04/16, 13:01

    Condivido la stessa passione, un tempo potevo permettermi tutti i libri che volevo, e per quelli che non volevo rischiare soldi avevo sempre le due biblioteche del mio paese. Ora mi rimarrebbero solo le biblioteche, e quindi volente o menefregante sarei destinata a leggere libri usati comunque. Il fatto è che i libri della biblioteca non li sento miei, non li posso sottolineare né commentare. Quello che mi premeva raccontare è un'esperienza similmente emozionante. Quindici mesi fa è deceduta una mia parente, e con grande sorpresa mi ha lasciato in eredità la sua collezione di libri. La chiamo collezione, perché nessuno ne sospettava l'esistenza, si trattava di una decina di scatoloni contenenti grandi romanzi dell'800-900. Tutti libri letti e spesso commentati a matita. Mi è piaciuta tantissimo la dedica di ogni libro "Per te Clorinda" seguita dalla data e dalla sua firma. Il mio preferito, Madame Bovary. Non ho finito di leggerli, e di coccolarmeli nemmeno. I libri sono preziosi, soprattutto quando non si ha molto altro!

    RispondiElimina
  10. Commento aggiunto da Pietro:

    Faccio parte di una specie di club del libro, ci troviamo ogni tanto e ognuno di noi racconta dell'ultimo libro letto. Spesso ci raccontiamo anche altro, presentazioni di libri, eventi, musei e via di seguito. Sarebbe molto interessante invitare qualcuno che possa spiegarci come restaurare o recuperare i libri danneggiati. Siamo della provincia di Verona. Se qualcuno fosse interessato mi contatti al*******

    ----
    (contattare il blog, scusate) Rosarita

    RispondiElimina
  11. Sono un cacciatore di libri, della specie ossessivo-compulsivo, me li procuro ovunque, poi li parcheggio dove capita, in cucina, in bagno, sotto le scale, sulle sedie. Ne ho piu' di quanti ne potrei mai leggere in due vite, eppure continuo. Ai cacciatori di libri capitano spesso delle disgrazie, io per esempio ho atteso con spasimi il salone del libro del dicembre 2015, e il giorno prima mi sono ammalato, mai settimana fu piu' nefasta per me. Continuo a pensare a cosa posso essermi perso, perche' il libro piu' importante e' sempre quello ancora da scovare. Sono sicuro di essere capito del tutto o per niente. Una terza via non e' concessa.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ne compro davvero tanti anch'io, ma di solito li leggo pure...
      Vorrei approfondire l'argomento a cui ho accennato nell'introduzione. Grazie ai libri (per quanto mi riguarda, assolutamente di CARTA) spesso capita di... non capire. Lo ammetto tranquillamente: qualche parola, qualche riferimento, ma dove sarà mai quel posto? e questo chi è? argomenti disparati, le dinastie Tudor, il proibizionismo, Grasmere, o che so, ultimamente il Picco di Darien: partendo da Agatha Christie (di cui stavo leggendo Hickory Dickory Dock ho trovato una curiosa citazione sul Darien (???), quindi ho aperto google e ho trovato la spedizione di Cortez, e infine sono approdata nientemeno che al sonetto "On first looking into Chapman’s Homer" di Keats. Insomma, un'avventura a cascata, che richiede forse un po' di tempo, ma che ripaga con la soddisfazione di aver imparato ancora qualcosa di nuovo, e di bello.
      (per quanto riguarda Grasmere, ho fatto di meglio: ci sono andata.)

      Elimina
  12. Mi spiego meglio. Hickory dickory dock è una filastrocca inglese:

    Hickory, dickory, dock,
    The mouse ran up the clock.
    The clock struck one,
    The mouse ran down!
    Hickory, dickory, dock.
    Dickery, dickery, dare,
    The pig flew up in the air.
    The man in brown
    Soon brought him down!
    Dickery, dickery, dare.

    che Agatha Christie usa come titolo per un romanzo, poi pubblicato in Italia col titolo Poirot si annoia.
    Per descrivere la signorina Lemon, segretaria di Poirot, Christie scrive:"...se entrava nel campo delle supposizioni o della fantasia era perduta. Insomma lo stato d'animo degli uomini di Cortez sul picco di Darien non faceva per lei."

    Cortez (esploratore spagnolo anche detto Balboa), fu il primo a vedere l'Oceano Pacifico, dalla cima di una montagna di Panama. Per dirla con Keats:
    "... Cortés quando fissò con occhi d'aquila
    il Pacifico - e tutti i suoi compagni
    con febbrile incertezza si guardarono -
    silente, sopra un picco in Darién."

    Conclusione: la signorina Lemon non era fatta per quella grande eccitazione avventurosa che provano solo i pionieri davanti a qualcosa di (ancora incomprensibilmente) grande!

    RispondiElimina
  13. Complimenti! Io sono molto piu' tranquilla, vado regolarmente in biblioteca e cambio 3-4 libri al mese. Mi piacciono molto le librerie, dove giro a lungo e alla fine ne scelgo due o tre, poi ne compro solo uno, sbagliandomi spesso. La scelta mantiene la promessa solo se vado a colpo sicuro, di solito perche' desidero rileggere qualcosa di già letto dalla biblioteca e che mi era piaciuto molto. Gli ultimi libri che ho comprato per averli sono Il lupo della steppa di Hesse, I racconti di Maupassant e Il ritratto di Dorian Gray di Wilde. Gli ultimi sbagli sono Erri de Luca e Nick Hornby, pallosi e inconcludenti. Non compro mai saggi, storici e politici, e mi nutro solo di romanzi. Ciao

    RispondiElimina
  14. Write more, thats all I have to say. Literally, it seems as though you relied on the video to make your point. You obviously know what youre talking about, why throw away your intelligence on just posting videos to your weblog when you could be giving us something enlightening to read?

    RispondiElimina
  15. Pοst très intéressant !!!

    RispondiElimina
  16. Ho seguito questo esempio, mi sono dedicata alle bancarelle di libri usati, soprattutto quelle improvvisate, Si trovano cose speciali! Ho trovato un'edizione economica di alcuni racconti di Maupassant e ho ritrovato un libro di fiabe di quando ero piccola, ma questo era tutto disegnato da qualcuno nei margini delle pagine. Mi piace pensare ad una nonna che voleva facilitare la lettura alla sua nipotina. Luisa

    RispondiElimina