sabato 7 aprile 2012

Il dottor Jekyll e Mister Hyde - Robert Louis Stevenson




(The strange case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde - 1886)

Il mio demonio era stato lungo tempo imprigionato e si scatenò ruggendo. 
Appena presa la bevanda, ebbi la coscienza di una tendenza al male più sbrigliata e più furiosa. 
Deve essere stato questo, mi pare, che suscitò nell'anima mia quella tempesta d'impazienza con la quale ascoltai le parole cortesi della mia infelice vittima...

Intanto questo libro si è scelto da sé, cascandomi in testa mentre cercavo di agguantare Anna Karenina, e mi sono detta: perché no? In fin dei conti la questione del doppio mi intriga assai... Ed intrigava anche l'esimio dr. Jekyll, tanto da sperimentare su se stesso la pozione capace di liberare la personalità nascosta che, secondo lui, giace latente in ognuno di noi. Nulla di soprannaturale, in questo racconto, ma una inquietante ed estrema trattazione di un argomento insolito per l'epoca (1886), ma anticipatore di numerose disquisizioni antropologiche successive. Chi siamo? Quello che crediamo o l'altro, quello che si annida dentro la nostra anima e ci fa fare, in certi momenti, cose impensabili per noi stessi? O siamo entrambi, un misto tra il bene e il male, diversamente dosati? Probabilmente la risposta giace in un certo punto a metà strada. Io credo che  sia meglio esserne consapevoli. E anch'io.


Una scena del film di Mamoulian del 1932


Spencer Tracy nel film di Fleming del 1941

18 commenti:

  1. L'anima è sempre stata il campo di battaglia della lotta tra il bene e il male, e spesso basta poco per infrangere la maschera di serietà e bontà che indossiamo. Basta pensare a cosa può far dire, o far fare un bicchiere di troppo, non di pozione, ma anche solo di vino. Bellissimo libro, molto più profondo di quello che si pensa.

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  2. L'argomento mi intriga moltissimo e da sempre.Letto libro ,visto film,seguito racconti,non mi è bastato mai.
    Nel caso in specie è una pozione che trasforma il dottore in una personalità completamente diversa, ma spesso nella vita di tutti i giorni, si assiste a comportamenti malvagi, da parte di chi poi in famiglia si rappresenta come un tenerissimo genitore;mi chiedo da sempre se ci sia consapevolezza.
    Personalmente penso di si, credo che in ognuno di noi ci sia una piccola o meno piccola, parte cattiva che si riesce a tenere a bada per una serie di motivi,religiosi,culturali ,educativi,e che poi in circostanze di forte stress emotivo,cadendo i freni inibitori,viene fuori in modo prepotente e spesso si accanisce con le persone sbagliate.
    Gli ultimi fatti di cronaca ne sono la prova,come potrebbe un padre gettare nel fiume il proprio figliolino indifeso?come potrebbe un giovane uccidere selvaggiamente la propria ragazza per non riuscire ad elaborare il lutto dell'abbandono??eppure tutti diranno che era un bravo papà,che il ragazzo era timidissimo e timorato di Dio
    Nessuno può sentirsi al riparo nè come vittima nè come carnefice..gli equilibri in questa società nella quale cui viviamo ,sono delicati e l'attenzione non deve mai calare..

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  3. Il lato oscuro, l'altra faccia dell'anima. Quella cosa che ci fa dire: Non so cosa gli è preso. Oppure: non me lo sarei mai aspettato da te. Oppure: mai e poi mai mi sarei aspettato di reagire così. Esiste. C'è. E siamo fortunati se ne abbiamo solo uno!

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  4. Dei mille film tratti da questo libro, segnalo quello di Fleming del 1941, con un magnifico Spencer Tracy nella parte dei due antagonisti, e con un ancor migliore bianco/nero.

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    1. Spencer Tracy un'attore irlandese sempre in perfetta simbiosi con i personaggi da lui interpretati,anch'io ricordo con nostalgia la bellissima interprazione in questo film, come in tutti gli altri ma in modo particolare in quelli in coppia alla sua amata Katharina Hepburn.

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    2. la sostanza non cambia, ma Spencer Tracy era americano ;)

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  5. Credo che in ognuno di noi ci possano essere diversi modi di essere e che uno possa avere il sopravvento sull'altro ,dipende dalle cirocstanze o dagli incontri,non credo necessariamente all'esistenza di una parte cattiva e di una buona, semplicemente di un modo di rappresentarsi diverso,si può essere dolci ma anche essenziali o razionali,ci si può lasciarsi guidare dai sentimenti oppure essere capaci di badare a se stessi..insomma il nostro comportamento risulta differente in presenza o meno di empatia...con alcuni con i quali sentiamo più feeling riusciamo ad essere veramente noi stessi,ci denudiamo e mostriamo senza paura di fraintendimenti,con altri che non sentiamo vicini ,ereggiamo un muro mostrando solo una piccola parte di noi,quella meno esposta ai giudizi.Il Mondo sa essere crudele e penso sia giusto non darsi a chiunque senza fare una giusta selezione

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  6. Questo romanzo è magnifico; esaspera un argomento delizioso che nel nostro animo affrontiamo ogni volta che comprimiamo la parte cattiva per mostrarci buoni o razionali. Personalmente sono abbastanza lunatica, per cui mi esercito spesso.

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  7. Proponi decisamente dei bei libri, mai banali. L'argomento è stimolante, impostato quando la schizofrenia e il bipolarismo probabilmente non erano ancora stati scandagliati come oggi. Sono d'accordo con molti di voi: noi siamo come la luna, o come una medaglia, abbiamo due facce, obbligatoriamente. Decidiamo quale mostrare, se fosse per noi difficilmente lasceremmo intravedere la Dark Side. Tutto sta nel controllo che riusciamo ad imporci.

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  8. la nostra ombra non è a colori, è sempre nera.

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  9. Sono d'accordo con molti di voi. Ma oltre la diatriba sull'anima bianca e l'anima nera, vorrei fermarmi prima, per apprezzare la prosa veloce ed emozionante, i personaggi bene delineati, e l'atmosfera incombente su di loro.

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  10. E se ti mostro il mio lato oscuro mi stringerai ugualmente questa notte? E se ti apro il mio cuore e ti mostro il mio lato debole, che cosa farai?
    (Pink Floyd)

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    1. And if I show you my dark side
      Will you still hold me tonight
      And if I open my heart to you
      And show you my weak side
      What would you do?
      The final cut - PinkFloyd

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  11. Dedicato a Rosarita:

    ‎"È una cosa incredibile ma ci sono dei libri che te non li vai a cercare ma sono loro che ti cadono addosso, e una volta caduti addosso te li porti dietro per tutta la vita..."
    Alberto Grossi

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  12. Mi piace vedere Londra con gli occhi dell'autore, soprattutto questa frase, che si riferisce all'omicidio di Carew:
    «Sebbene nelle ore piccole la nebbia avvolgesse la città, la prima parte della notte era stata limpida, e il vicolo sul quale si affacciava la finestra della donna era chiaro e illuminato dalla luna piena».

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  13. E' sempre inquietante sentirsi avvolgere dalla nebbia:

    «Erano circa le nove di mattina, e c’era la prima nebbia della stagione. Un gran mantello color cioccolato si stendeva nel cielo, ma il vento spazzava continuamente via quel cumulo di vapori; perciò mentre la carrozza avanzava per le vie, il signor Utterson poteva contemplare le varie sfumature e gradazioni di luce che in certi punti era nero come al calar della notte, in altri era denso, sporco, marrone come luci di una strana conflagrazione; in altri ancora, per un attimo la nebbia si lacerava completamente e un pallido raggio di luce ammiccava attraverso i vapori inquieti. Il cupo quartiere di Soho, visto sotto quei riflessi mutevoli, con le umide vie e i passanti sudici, i lampioni, che non erano mai stati sudici, o che erano stati accesi di nuovo per combattere la nuova tetra invasione di oscurità, pareva all’avvocato il ghetto di una città d’incubo. (….) Quando la carrozza si arrestò davanti alla porta indicata, la nebbia si sollevò un poco e lasciò vedere una strada lurida, una taverna, una trattoria francese d’infimo ordine, un negozio di vendita al minuto di erbaggi, molti bimbi cenciosi radunati sulle soglie, e molte donne di varie nazionalità che passavano con la loro chiave in mano, per andare a bere un cicchetto mattutino; poi la nebbia calò di nuovo, colore dell’ombra, e lo isolò da quel volgare scenario».

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  14. E, come sempre, Londra riflette lo stato d'animo dei protagonisti:

    «Era una brutta, fredda e ventosa notte di marzo, con una pallida luna, che se ne stava coricata come se il vento l’avesse inclinata, e con una fuga di nubi leggere e trasparenti. Il vento rendeva difficile parlare, e faceva affiorare il sangue in faccia. Pareva aver spazzato le strade, insolitamente vuote di passanti. (…) La piazza, quando vi giunsero, era tutta piena di vento e di polvere, e i sottili alberi nel giardino si piegavano lungo l’inferriata».

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  15. tantissimi complimenti per la bella e divertente lettura che mi avete regalato! Questo blog mi è stato segnalato ma non credevo di trovare contemporaneamente competenza e piacere! M.Ferri

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