mercoledì 4 aprile 2012

Siddharta - Hermann Hesse




(Siddharta - 1922)

Tutto questo era sempre esistito nei suoi mille aspetti variopinti, sempre erano sorti il sole e la luna, sempre avevano scrosciato i torrenti e ronzato le api, ma nel passato tutto ciò non era stato per Siddharta che un velo effimero e menzognero calato davanti ai suoi occhi, considerato con diffidenza e destinato ad essere trapassato e dissolto dal pensiero, poiché non era realtà: la realtà era al di là delle cose visibili.

Un iperclassico. Racconta con una pacatezza tutta orientale come Siddharta affronti i dubbi esistenziali  che lo agitano per tutta la durata della sua vita. Questo giovane, inquieto indiano, mai sazio di sapere, capire, affrontare, e andare oltre, era destinato inevitabilmente a diventare un cult di riferimento per i giovani di tutto il mondo. In Italia questo romanzo è diventato popolare alla fine degli anni '60 come guida spirituale dei Figli dei Fiori, Hippies e pacifisti, ma,  nonostante sia considerato spesso come il vangelo dei fricchettoni, rimane comunque uno tra i più grandi romanzi del secolo scorso, universalmente amato.


Hermann Hesse (Germania 1877-1962)


8 commenti:

  1. Un capolavoro, da segnare negli imperdibili. La vita di Siddharta è completa, piena di esperienze e situazioni formative. Non è difficile capire perchè sia piaciuto tanto a più generazioni di giovani, lui è perennemente alla ricerca della verità, che non gli basta mai.

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  2. Ha rappresentato e rappresenta ancora,l'inquietudine giovanile,una serie di domande a cui dare risposte attraverso la ricerca di se stesso sempre attuale negli animi sensibili
    Siddharta cerca da solo una via personale ed arriva alla conclusione che la sapienza non è trasmissibile e che essenziale è l'amore ma, soprattutto che mai bisogna giudicare perchè anche il più puro degli uomini può ritrovarsi a peccare.Un grande insegnamento morale oltre che di vita

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  3. Un mondo fantastico, per noi occidentali quasi visionario, lunghi cammini, giardini di delizie, immagini quasi bibliche. Un libro da rileggere più volte, si trova sempre qualcosa di nuovo, trasversale ad altre culture. Mi piace paragonarlo a Sant'Agostino.

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    1. Credo sia stato paragonato a Sant'Agostino

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  4. Bisognerebbe rileggerlo ogni dieci anni, proprio per i suoi spunti introspettivi,l'uomo alla ricerca della saggezza piuttosto che della conoscenza è uno degli aspetti piu' interessanti.Anche i valori piu' alti come l'amore se mantenuti in una sfera prettamente materiale ci impoveriscono e frenano la nostra liberazione. Nella vita di Siddharta tutto non basta...c'è una ricerca continua che è poi la vita stessa con i suoi picchi di dolore.Le forme esteriori ci frustrano,conta l'essenza del nostro vivere.Un libro che amo.

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  5. Potrei dedicarlo alla Camusso, invece lo dedico a Milarepa, che non vedo da dieci anni.

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  6. A suo tempo mi era piaciuto molto, oggi forse è meno attuale, fatta salva la spiritualità assolutamente necessaria alla maggior parte degli uomini, e donne. E' un romanzo da leggere almeno una volta nella vita.

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  7. "La maggior parte degli uomini sono come una foglia secca, che si libra nell'aria e scende ondeggiando al suolo. Ma altri, pochi, sono come le stelle fisse, che vanno per un loro corso preciso, e non c'è vento che li tocchi, hanno in se stessi la loro legge e il loro cammino..."
    da "Siddharta" di Hermann Hesse

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