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mercoledì 4 gennaio 2012

La tigre nella giungla - Henry James






(The beast in the jungle - 1903)

"Vide la giungla della sua vita e vide la tigre pronta al balzo. Spaventosa, enorme, nel fremito dell'aria la sentì drizzarsi nel salto che doveva finirlo."

John Marcher vive nell'attesa che si materializzi una minaccia, sconosciuta e incombente. La sua ossessionante tigre in agguato non lo assale mai, eppure riesce a condizionarlo per tutta l'esistenza. Un percorso interiore autodistruttivo, che lo porterà, ovviamente, alla Terra Desolata.



Henry James (USA 1843-1916)


mercoledì 28 dicembre 2011

La festa del raccolto - Thomas Tryon


(Harvest Home - 1973)

"O Mag-thyr... Da-mag-thyr.... Da myyg---ar--- ah, Idhu, Mag-thyr...."
Una lingua parlata prima di tutte le altre, e le donne, tenendosi per mano in circolo entro il boschetto, parlavano questa lingua perché era la vecchia a suggerirla loro ma, sebbene non conoscessero il significato delle parole, ne capivano l'importanza, essendo questo un aspetto del mistero che esse condividevano; e mentre cantilenavano, i flauti tacquero e soltanto i tamburi e i tamburelli continuarono, e il loro ripetuto e monotono ritmo portò sempre e sempre più vicine le celebranti alla magia celata dietro quella notte tra le notti.

Ho proprio questo, Club degli Editori anni '70, e sono quarant'anni che mi terrorizza. Lo consiglio a tutti quelli che rabbrividiscono passando davanti ad un campo di granoturco, a quelli che amano i riti atavici di fertilità, e infine  a tutti quelli che conoscono John Barleycorn must die.

lunedì 26 dicembre 2011

La ballata del vecchio marinaio - Samuel Taylor Coleridge


(The Rime of the Ancient Mariner - 1798)

" Farewell, farewell! but this I tell
to thee, thou the wedding-Guest!
He prayeth well, who loveth well
both man and bird and beast.
He prayeth best, who loveth best
all things both great and small;
for the dear God who loveth us, 
he made and loveth all."

Addio, Addio! Ma questo tieni  a mente, tu, invitato alla festa! Prega bene chi ama bene
sia l'uomo, che l'uccello, che la bestia. Meglio prega chi ama meglio tutte le cose, grandi e piccole, perché quel Dio misericordioso che ci ama, le ha create e le ama tutte.



Samuel Taylor Coleridge (England 1772-1834)

La malaugurata uccisione dell'albatros diventa un incubo passivo. Il marinaio, soggiogato dalla maledizione che legge negli sguardi vitrei dei compagni morti,  non è più padrone dei propri pensieri, ma diventa un attore agitato da mani invisibili. Dopo avere letto questa ballata, non si può restare gli stessi.


"God save thee, ancient Mariner!
from the fiends, that plague thee thus!-
Why look'st thou so?" - "Whit my cross-bow
I shot the Albatross."

"Che Dio ti salvi, vecchio Marinaio!
dai demoni che tanto ti tormentano!-
Perché guardi così?" - "Con la balestra
io stesi morto l'Albatros"

Il corvo - Edgar Allan Poe



(The Raven - 1845)


"Be that word our sign of parting, bird or fiend!" I shriecked upstarting-
"Get thee back into the tempest and the Night's Plutonian shore!
Leave no black plume as a token of that lie thy soul hath spoken!
Leave my loneliness unbroken! - quit the bust above my door!
Take thy beak from out my heart, and take thy form from off my door!
Quot the raven, "Nevermore".

Sia tale parola il segnale d'addio, uccello o demonio, urlò la mia rabbia,
Tornatene nella tempesta, e alle rive d'ombra di Plutone!
E non lasciare piume nere a testimoniare la bugia uscita dalla tua anima!
Lascia intatta la mia pace! Abbandona il busto e vola oltre la porta!
Togli il tuo becco acuminato dal mio cuore, e vattene fuori da casa mia!
Disse il corvo, "Mai più."

Metto due libri preziosissimi, che mi sono stati regalati un Natale lontano. Chi li ha scelti mi conosceva bene: Malinconia della morte, bellezza della poesia. Questo è il primo, dove Poe ci manda una creatura irragionevole che ripete desolatamente sempre e solo la parola Nevermore, quasi a incidere inestricabilmente nell'anima il dolore per la morte con il romanticismo decadente che vi è connesso, per sempre.


...Eagerly I wished the morrow; - vainly I had sought to borrow
from my books surcease of sorrow - sorrow for the lost Lenore -...

...ed io l'aurora
col desìo bramavo solo, poi ch'invan cercai consolo
tra i miei libri, tregua al duolo per la persa Leonora...



“I wish I could write as mysterious as a cat.” 
Edgar Allan Poe (USA 1809-1849)



A Thanksgiving Fantasy...The Poe's First Thanksgiving, 1621...

mercoledì 21 dicembre 2011

Il grande sonno - Raymond Chandler


(The Big Sleep - 1939)

"I suoi pensieri erano grigi come la cenere. E di lì a poco anche lui, come Rusty Regan, avrebbe dormito il grande sonno."


Lauren Bacall e Humphrey Bogart nel film di Hawks del 1946


E' un romanzo duro, complicato, efficace. Vi appare per la prima volta l'investigatore privato Philip Marlowe, che traccerà una strada imprescindibile per ogni detective letterario che seguirà. La storia parte da una libreria specializzata in libri antichi, e di lì si dipana altrove e con altri intenti. Ovviamente impossibile separare il romanzo dal film di Hawks del 1946. Se penso a Marlowe vedo Humphrey Bogart, se penso a Vivian vedo Lauren Bacall.

lunedì 19 dicembre 2011

Carmina - Caio Valerio Catullo



Dicebas quondam solum te nosse Catullum,
Lesbia, nec prae me velle tenere Iovem.
dilexi tum te non tantum ut vulgus amicam,
sed pater ut gnatos diligit et generos.
nunc te cognovi: quare etsi impensius uror,
multo mi tamen es vilior et levior.
qui potis est, inquis? quod amantem iniuria talis
cogit amare magis, sed bene velle minus.

Un tempo dicevi di avere come amante il solo Catullo,
o Lesbia; e che non mi avresti preferito nemmeno Giove.
Ti ho amato non solo come la gente comune ama un'amica,
ma come un padre ama i figli e i generi.
Ora ti ho conosciuto; e, sebbene brucio più forte,
per me tuttavia hai meno valore e importanza.
«Come può essere?», chiedi. Perché un tradimento simile
costringe chi ama ad amare di più, ma a voler meno bene.


Catullo mi ha insegnato ad amare e a odiare, mi ha insegnato una marea di sentimenti ai quali non riuscivo a dare un nome, mi ha insegnato che anche altri, oltre a me, si nutrono di sensazioni negative e positive, in conflitto ma anche complementari. Un applauso (postumo) alla bravissima prof che, senza tante remore, mi ha costretto ad affrontarle.


Caio Valerio Catullo (Verona 84 a.c. - Roma 54 a.c.)

sabato 17 dicembre 2011

Necronomicon




« La notte s'apre sull'orlo dell'abisso. Le porte dell'inferno sono chiuse: a tuo rischio le tenti. Al tuo richiamo si desterà qualcosa per risponderti. Questo regalo lascio all'umanità: ecco le chiavi. Cerca le serrature; sii soddisfatto. Ma ascolta ciò che dice Abdul Alhazred: per primo io le ho trovate: e sono matto. »

Non ce l'ho, non esiste. Per colpa di Lovecraft, la vaghezza di questo "manoscritto" punge un sacco di lettori, me compresa. Dovendo etichettarlo, lo colloco nei saggi, assieme ai Vangeli Apocrifi. Può sembrare blasfemo, ma la caccia ai libri, l'unica caccia consentita, deve essere trasversale e senza confini.