lunedì 23 gennaio 2012

La strada per Los Angeles - John Fante



(The Road to Los Angeles - 1933)

"Mi sentivo come una frenesia: un delirio d'impossibile felicità. Quell'odore di mare, la dolcezza pulita e salata dell'aria, la fredda, cinica indifferenza delle stelle, l'intimità di quelle strade che all'improvviso si riempivano di risate, l'opulenza sfacciata della luce nell'oscurità, il languido bagliore di quella falce di luna crescente: amavo tutto questo."

Prima apparizione di Bandini, sfacciato avventuriero megalomane e davvero indimenticabile. Astuto, bugiardo, un po' italiano, un po' americano, sedicente scrittore, ma  con in tasca soluzioni pratiche, arrogante, prepotente, e irresistibile. Guarda avanti e tira dritto..... Una leggenda. 

9 commenti:

  1. Spettacolo!!!! Amo John Fante, come lo amava Bukowski, amo Bandini, geniale furfante orgoglio d'Italia e orgoglio d'America, amo questo libro come gli altri che lo hanno seguito. Brava

    RispondiElimina
  2. Magnifico furfante davvero, entusiasmante e divertente! Mi piace tantissimo John Fante, e sul genere, Joe Lonsdale. Ma questo Bandini, vi assicuro, è un fenomeno.

    RispondiElimina
  3. ma che ho scritto? ovviamente è Lansdale, scusa

    RispondiElimina
  4. Non è che John Fante abbia molto in comune con Lansdale secondo me, comunque Bandini è tutto ciò che vorrei essere e fa tutto quello che vorrei fare, fanfaronate comprese. Troppo forte!

    RispondiElimina
  5. Grandissimo scrittore, e impunito antieroe. Arturo Bandini rimane impresso nella testa di chiunque. Ciao

    RispondiElimina
  6. Grande libro, e grande personaggio, dalle mille risorse. Alan

    RispondiElimina
  7. Ottima scelta, e ottimo libro. Ovviamente era italiano, questione di carattere e classe innati. Marco B12

    RispondiElimina
  8. John Fante, nato l’8 aprile 1909

    «Leggevo e leggevo, ed ero affranto e solo e innamorato di un libro, di molti libri, poi mi venne naturale, e mi sedetti li, con una matita e un lungo blocco di carta, e cercai di scrivere, fino a che sentii di non poter più continuare perché le parole non mi sarebbero venute come ad Anderson, ma solamente come gocce di sangue dal mio cuore».

    Da “Sogni di Bunker Hill”

    RispondiElimina
  9. Nasceva oggi: John Fante (8 aprile 1909)

    Mentre entravo, mi vide. Parve contenta; me ne accorsi dal modo in cui spalancò gli occhi. La faccia le si illuminò e io provai di nuovo una stretta alla gola. Tutt'a un tratto mi sentii felice, sicuro di me, pulito e conscio della mia giovinezza. Mi sedetti allo stesso tavolo del giorno prima. C'era musica quella sera nel locale: piano e violino, suonati da due ciccione con la faccia dura, i capelli corti e l'aria mascolina. La canzone era Over the waves. Ta de da da, e io mi misi a guardare Camilla che danzava con il suo vassoio. I capelli neri, folti e pesanti, sembravano un grappolo dietro cui si nascondeva il collo. Era come un santuario, quel locale. Tutto lì era santo, le sedie, i tavoli, lo straccio che aveva in mano, la segatura che calpestava.
    (Chiedi alla polvere)

    RispondiElimina