mercoledì 28 marzo 2012

L'eleganza del riccio - Muriel Barbery





(L'Elégance du Hérisson - 2006)

"Ma, nel chiuso della mia mente, non esiste sfida che io non possa accettare. Umile per nome, posizione e aspetto, nell'intelletto sono una dea invitta."

Finalmente metto un libro che non mi è piaciuto: un vero evento. Rarissimamente mi è capitato di trovare irritante un personaggio e qui ce ne sono addirittura due: una bambina saccente, che sarebbe antipatica a venticinque anni, figurarsi a dodici; e una portinaia acculturata, traboccante di dogmi e filosofeggi, espansione letteraria della sua autrice, narcisista mai sazia di autocompiacimento. La prima volta che l'ho aperto, mi ha sfinito a pag. 35. Ma le recensioni giudicavano questo libro l'evento dell'anno 2008, e mi sono detta: solo tu non hai capito. L'ho ripreso in mano, per gettarlo moribonda a pag. 63. Trascorsi tre anni, ho pensato, dai, riprovaci, e finiscilo: ci sono libri che ti pigliano solo dopo la metà. E stavolta l'ho finito. Francamente ignoro il motivo di tanto successo, secondo me questo libro non dovrebbe piacere a nessuno: al lettore medio, perché troppo complicato; al lettore complicato, perché assolutamente inattendibile riguardo le due protagoniste. Non può piacere ai ragazzi, perché nessuno di loro si sognerebbe di immedesimarsi in una bambina-mostriciattolo che scimmiotta gli intellettuali; e nemmeno agli adulti, distanti anni luce da una portinaia ciabattante che disserta di fenomenologia. Non può piacere alle donne, perché nessuna mai userebbe la sciatteria come scudo sociale. Gli uomini, credo, semplicemente non lo comprerebbero nemmeno.

16 commenti:

  1. Ho apprezzato tutti i libri che hai proposto finora, evidentemente abbiamo un'affinità di gusti. E anche stavolta concordo con te. Quando ho letto questa "raffinata commedia francese" come dice la 4a di copertina, ho pensato di essere un'imbecille, perchè mi annoiavo e basta, arrivando a irritarmi ad ogni parolone snocciolato. Nemmeno il finale, comunque più scorrevole, mi ha ripagato dell'acquisto.

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  2. Bè, devo confessare che a suo tempo ne ho parlato molto bene, dicendo che mi era piaciuto. Nella realtà, mi sono vantato di averlo capito, senza esserci riuscito, a parte il finale. Non mi ha irritato, ma ho saltato molte righe, per non dire pagine intere. Col tempo mi sono convinto che sia stata una geniale operazione commerciale: leggete questo libro se siete colti, se non vi piace siete ignoranti, un pò come la favola dei vestiti dell'imperatore.

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  3. Ma perchè dite questo? Mi è piaciuto molto, la bambina forse è un pò surreale, ma Renee è simpatica e piacevole, forse a volte fa discorsi noiosi, ma i capitoli sono brevi e si leggono senza fatica. La fine è anche commovente, e insomma per me è un bel libro. Valeria

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  4. Perché dico questo? Forse perché Renee snobba gli snob, e questo la rende uguale a loro, forse perché togliendo 200 pagine nessuno se ne sarebbe accorto, o forse semplicemente perché è un libro noioso, che solo verso la fine ha un movimento verso l'alto, e probabilmente è solo questo che è rimasto impresso in tanti lettori; o forse perché se io fossi stata come Paloma qualcuno mi avrebbe giustamente strozzato prima dei tredici anni... fatto sta che non mi è piaciuto, e che vorrei trovare qualcuno che abbia gradito tutto quel girare attorno a concetti filosofici fini a se stessi.

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  5. quando ho visto il link su facebook ho temuto che avessi messo questo libro tra i tuoi imperdibili. Aggiungo una sola cosa: secondo me chi se ne vanta lo fa solo per non sfigurare. Bravo Marco, sembra davvero la favola dell'imperatore.

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  6. sono un'altra che l'ha gettato, cosa che non faccio mai perché in ogni libro trovo sempre qualcosa. E non mi sento in colpa! e nemmeno imbecille. E' semplicemente brutto.

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  7. questo libro l'ho lasciato a meta'(non mi succede quasi mai) quando uscì, le critiche erano buonissime ,alcune entusiaste, mi aspettavo forse troppo,ma ho trovato l'impostazione pesante nell'interriuzione dei ''Pensieri Profondi''.Forse non sono stata all'altezza di comprendere le infinite citazioni...fattostà che l'ho mollato.Ora però dopo i vs numerosi commenti mi è tornata la curiosità...voglio rileggerlo ...sono piu' pronta?vi saprò dire.

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  8. Giorgia, stavolta avevo fatto un fioretto: niente sigarette fino all'ultima pagina. A parte il fatto che ho fumato lo stesso, a mo' di calatina siciliana, non ho risolto niente: non mi piace! Mi fa piacere se lo leggerai e scriverai il tuo parere: al terzo tentativo io non mi sono arresa, ma ne sono uscita molto, molto irascibile. Ele, nemmeno io mi sento un'imbecille, rispetto le opinioni di chiunque lo abbia gradito, purché motivate!

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  9. A parte il titolo,gradevole e di ampia interpretazione,il libro l'ho trovato sopravvalutato.Ma io non faccio testo,detesto (a parte qualche eccezione)i best sellers.

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  10. Il titolo arriva da questa frase, detta da Paloma a pag.137

    "Madame Michel ha l'eleganza del riccio: fuori è protetta da aculei, una vera e propria fortezza, ma ho il sospetto che dentro sia semplice e raffinata come i ricci, animaletti fintamente indolenti, risolutamente solitari e terribilmente eleganti".

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    1. aggiungo: una frase che non dice niente, smentita da chiunque abbia la fortuna di avere ricci di passaggio nel giardino, come me. Sono velocissimi, non indolenti. Hanno la nidiata di cucciolini al seguito, quindi non sono solitari, e ... sono più scricchiolanti che eleganti!

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    2. e io aggiungo: non portando le ciabatte sono sicuramente eleganti...

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  11. ecco io l'avevo preso e l'ho subito riportato in biblioteca!!!!

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  12. Salve, voglio aggiungere qualcosa ai vostri commenti, che condivido in gran parte. Mi ha fatto ridere l'importanza data alla grammatica, avendo riscontrato almeno 18 volte il pronome "sé stesso" accentato, colpa del traduttore ovviamente. Come mi è sembrato fuori luogo scrivere nella quarta di copertina, solitamente traccia fondamentale per l'acquisto di un libro, che si tratta di una commedia, colpa dell'editor naturalmente. Una volta esisteva una figura fondamentale per la riuscita di un libro: si chiamava correttore di bozze. Penso quindi che il popolo dei lettori sia stato sommerso con la grancassa, senza essere affatto rispettato.

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  13. E' vero, non esiste nulla che demolisca una buona storia come gli errori d'ortografia, anche elementare a volte. Sminuiscono il libro, gli gettano sopra quell'ombra un po' sudicia dei libretti poco accurati fatti col ciclostile. Su facebook noto spesso bellissimi link, artistici o poetici, con castronate tali nei titoli da risultare offensivi per l'indifeso, e spesso defunto, autore. Tornando ai libri, c'è un'altra cosa che mi disturba: una notissima casa editrice usa carta che non fa un buon odore. E un libro va anche annusato!!!

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  14. è passato un pò di tempo da qaundo l'ho letto ma ricordo che mi ha letteralmente stregata..iniziato non riuscivo a smettere di leggere..
    mi è piaciuto l'intrecciarsi di storie con "persone " molto diverse tra loro, la suspènse che si crea perchè in ogni capitolo si riprende la storia di uno...poi dell'altro..poi dell'altro e poi riprende dal primo ..e così via..
    Una scrittura raffinata, elegante, senza mai scadere nella retorica, pesantezza intellettualistica, noiosa o chic(volutamente chic)
    Non ci sono citazioni...ma il rimando è espresso in modo chiaro...ho trovato anche una bella "critica-riflessione" sui difetti di certi "borghesi"...che vogliono apparire colti e in realtà hanno un'ignoranza abissale (vedi ad esempio la conversazione tra lo psichiatra(!!!) e la ragazza (che poi si ucciderà)
    I "pensieri profondi" sono davvero elaborazioni che vanno nel fondo dell'anima...e ti prendono dentro..
    un pezzetto del finale.."Credo che in fondo io volessi morire e far soffrire Colombe, la mamma e il papà solo perchè ancora non avevo sofferto davvero o meglio soffrivo senza provare dolore e tutti i miei progetti erano un lusso da ragazzina senza problemi.
    (...) forse in fondo la vita è così:molta disperazione, ma anche qualche istante di bellezza dove il tempo non è più lo stesso(...)
    Sì è propio così, un sempre nel mai.
    infine,è un libro che è riuscito a farmi dare un senso al "morire"
    ....perchè arte e cultura appartengono alle nostre vite...senza, la vita,la morte sono prive di senso...
    un libro da leggere sicuramente

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