mercoledì 30 novembre 2011

Il leopardo che mangiava gli uomini - Jim Corbett


(The man-eating leopard of Rudraprayag - 1948)

Nella gola regnava un silenzio assoluto. Il sole cocente degli ultimi giorni aveva tanto inaridito le foglie morte da rivelare qualsiasi movimento attorno a me. Questo era molto rassicurante, perché era ormai scesa l'oscurità e, mentre prima mi servivo degli occhi a scopo difensivo, dovevo ora servirmi unicamente degli orecchi. Col pollice sul bottone della torcia e l'indice sul grilletto, ero pronto a sparare in qualsiasi  direzione avessi udito il più piccolo rumore.

Diario di caccia. Ovviamente io tengo per il leopardo, anche se all'inizio è difficile. Ma poi, pagina dopo pagina, emerge tutta la grandezza dell'animale, l'intelligenza, la strategia. Altro libro stringato, essenziale, privo di sentimentalismi. L'unica differenza tra cacciatore e preda è che ad armi pari vincerebbe la preda 100 volte su 100. E con questo ho detto tutto. Bel libro, corredato di foto dell'epoca.

7 commenti:

  1. Mi incuriosisce, ma i cataloghi on line lo danno per non disponibile. Peccato, sembra promettente.
    Alud

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  2. Io l'ho letto, è schematico, strategico, privo di enfasi, eppure è più appassionante di un noir. A poco a poco ti accorgi di sperare che il leopardo rimanga vivo, libero e cacciatore, il che forse non è moralmente corretto, ma temo che sia anche il desiderio inespresso dell'autore. Alex

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  3. Posso fare un confronto tra due libri che tu hai proposto e io ho letto? Il primo è "Il leopardo" di Jo Nesbo, (comunque piacevole) che per mantenere la tensione alle stelle deve inventare continui colpi di scena. Il secondo è "Il leopardo che mangiava gli uomini" di Jim Corbett, che per mantenere la tensione alle stelle racconta con un filo di voce e con la lentezza e la pazienza della caccia una storia semplice. I due libri non hanno nulla in comune a parte il nome dell'animale, né come genere, né come aspettativa. Ma forse il vero thriller è il secondo.

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