mercoledì 9 novembre 2011

Orgoglio e Pregiudizio - Jane Austen


(Pride and Prejudice - 1813)

"You are too generous to trifle with me. If your feelings are still what they were last April, tell me so at once. My afflections and wishes are unchanged, but one word from you will silence me on this subject for ever".

Siete troppo generosa per prendervi gioco di me. Se i vostri sentimenti sono ancora gli stessi dello scorso aprile, ditemelo subito. Il mio affetto e le mie intenzioni sono invariate; ma una vostra parola mi farà tacere su questo argomento per sempre.




Jane Austen (England 1775-1817)

Splendido classico fuori dal tempo: forse in assoluto il libro che preferisco, e certamente quello che ho riletto più volte. Ogni film ha rubato la storia, i personaggi. Ma solo nel libro trovo il piacere del linguaggio, delle frasi, dell'ironia e dell'assoluta modernità di Jane Austen.


200 anni di Orgoglio e Pregiudizio!

(28 gennaio 1813 - 28 gennaio 2013)


È cosa nota e universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di un solido patrimonio debba essere in cerca di moglie. E benché poco sia dato sapere delle vere inclinazioni e dei proponimenti di chi per la prima volta venga a trovarsi in un ambiente sconosciuto, accade tuttavia che tale convinzione sia così saldamente radicata nelle menti dei suoi nuovi vicini da indurli a considerarlo fin da quel momento legittimo appannaggio dell'una o dell'altra delle loro figlie.

(Jane Austen, Orgoglio e pregiudizio, Illustrazioni di C. E. Brock)
(Grazie a 10 Righe dai Libri)

Jane Austen's grave - Winchester Cathedral UK


      Keira Knightley (Liz) e Matthew MacFadyen (Darcy) nel film di Wright del 2005

17 commenti:

  1. Grandissimo libro! A me sono piaciuti anche i film, anche se non paragonabili. Ho dovuto leggerlo a scuola, e non avrei mai pensato che mi sarebbe piaciuto tanto qualcosa imposto dalla prof! Ciao
    Biba

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  2. Non so più quante volte l'ho letto...ogni volta rido e rifletto sulla stupidità dell'uomo di fronte all'amore.Lei la trovo moderna.Molto.Mr Darcy poi... l'ho visto nell'ultimo film,secondo me ben curato e fedele al libro,mi chiedo se possa esistere un uomo così.Bello,di una bellezza che va oltre gli occhi.No.Certamente no.Per fortuna c'è il libro che offre all'immaginazione orizzonti che al corpo non è dato sapere.

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  3. Avrei voluto innamorarmi di Darcy fin da quando portavo i calzettoni. La penso ancora così, forse mai più è capitato di farmi prendere così tanto... e gli altri personaggi sono comunque ameni, il padre e la madre prima di tutti. Ma se riprendo in mano questo libro è per lui, Darcy!!

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  4. Confesso: trovo Elizabeth esagerata in tutti i suoi aspetti, mentre Darcy è perfetto, unico.... e il libro è tra i miei preferiti, ho letto tutti e sei i romanzi di Jane Austen, e mi sono piaciuti tutti.

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  5. Lo sapevo che ci cascavo. Ho visto il film, ho letto il libro, ne ho discusso con altre ragazze, piaceva a mia mamma, a mia zia, alla signora con la tenda davanti alla mia, alla prof di ginnastica - a quella d'inglese era ovvio - Eppure c'è stato un momento nella mia vita che tutti l'avevano letto tranne me. Poi ho capito perchè piace a tutti, anche ai maschi.

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  6. It is a truth universally acknowledged that a single man in possession of a good fortune must be in want of a wife.
    (E' cosa nota e universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di un solido patrimonio debba essere in cerca di moglie.)
    E' uno degli incipit più famosi della storia della letteratura, valeva la pena di ricordarlo. Oggi fa sorridere la caccia al genero ricco da parte dei genitori, mentre tra molte donne è ancora diffusa la tendenza ad accalappiare un ricco marito, alla faccia dei sentimenti. Quello tra Liz e Darcy è un matrimonio d'amore, che importanza avrà mai il fatto che lui straripi di sterline.... Ma non voglio sembrare irriverente, questo romanzo è splendido, e si fa leggere con la stessa passione con cui è scritto.

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  7. Libro da comprare, non da farsi prestare. I personaggi sono attuali e splendidamente delineati, lo stile è ironico e leggero, e comunque la panoramica di quell'epoca e di tutte le sue contraddizioni vale da sola l'acquisto del libro.

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  8. Sono un'accanita lettrice, ma ho sempre diffidato dei classici. Mi incutono timore e soggezione, mai al mondo entrando in libreria ne uscirei che so, con Guerra e pace, o David Copperfield, preferisco Camilleri, Zafon e così via. Ma stavolta mi è successa una cosa strana: ho visto il film di Orgoglio e Pregiudizio. Mai, mai mi sarei aspettata un piacere così grande, un piacere puro. E allora ho preso questo libro e l'ho letto in pochi giorni, sapevo già la storia e me la sono goduta immensamente. Un piccolo passo verso un nuovo mondo, anche se come sistema mi affiderò ancora e prima ai dvd.

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  9. Non è necessario essere donne per apprezzare Jane Austen: io la trovo meravigliosa! Come pure non occorre essere nati nell'800 per godere dei suoi romanzi: il suo stile unico, armonico, ironico e immediato fa scivolare gli occhi sulle pagine...

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  10. "Solo il vero amore può indurmi al matrimonio, ragion per cui rimarrò zitella"
    quasi a significare che incontrare il vero e grande amore della propria vita è difficilissimo al punto da esser certa di restaree zitella...tuttavia mai dire mai..

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  11. ‎"Good gracious! Lord bless me! only think! dear me! Mr. Darcy! Who would have thought it? And is it really true? Oh, my sweetest Lizzy! how rich and great you will be! What pin-money, what jewels, what carriages you will have! Jane's is nothing to it - nothing at all." --Mrs. Bennet, PRIDE AND PREJUDICE

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  12. "Sono la creatura più felice dell'universo. Forse altri lo hanno detto prima di me, ma nessuno con tanta ragione."

    Jane Austen - Orgoglio e pregiudizio

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  13. questo articolo è stato pubblicato oggi 3 novembre 2013 sul Giornale.it, ed è di Eleonora Barbieri. Mi scuso per averlo copiato, e ringrazio la giornalista. Lo divido in due parti.

    "Jane Austen era brutta" Polemica femminista sulla banconota ritoccata
    Una studiosa: l'immagine abbellita della scrittrice sulle 10 sterline è un «photoshop vittoriano» e un insulto alla sua intelligenza

    Eleonora Barbieri - Dom, 03/11/2013 - 12:35

    Lei, la protagonista della questione, sorride da sotto una cuffietta smerlettata, sulla nuova banconota da dieci sterline. Jane Austen, signorina a modo della campagna inglese dei primi dell'Ottocento.
    Oppure Jane Austen, la scrittrice mito, la femminista non femminista, l'animo ribelle nascosto dietro la facciata da brava ragazza. Di sicuro, il suo nome è ormai intoccabile, i suoi romanzi sono oggetto di culto e di pellicole cinematografiche, lei stessa è diventata la protagonista di un film, Becoming Jane, in cui a interpretarla è Anne Hathaway. Ecco, bisognerebbe sapere come ha reagito Paula Byrne, professoressa di Oxford e autrice della biografia The Real Jane Austen, nel vedere gli occhioni languidi e il visino di porcellana di Anne Hathaway impersonare la sua prediletta. Perché oggi, di fronte alla banconota, la professoressa Byrne si è indignata: il ritratto scelto dalla Banca d'Inghilterra - accusa - è un «photoshop vittoriano», una immagine abbellita e ritoccata a uso e consumo del moralismo ottocentesco, che voleva le donne docili, obbedienti, inoffensive, nonpensanti.
    Sembra una riproduzione seppiata e innocente, ma è un affronto, una perversione ideologica ed estetica, un ribaltamento dello spirito austeniano. La Byrne non lo dice proprio apertamente, ma quel ritratto è troppo bello rispetto alla «vera» Jane (quella di cui lei si è occupata), la fa sembrare «una graziosa bambolina con gli occhioni dolci». È un peccato sembrare un po' bamboleggiante? Sì, pare, se sei una scrittrice venerata, considerata l'antesignana di molte battaglie di donne (brutte per forza pure loro?, chissà). E ancora sì, se in realtà non eri così carina, ma lo sei diventata per volere di un nipote che ti ha fatto «migliorare» il ritratto, in origine realizzato da Cassandra Austen, sorella di Jane, vedi la solita perfidia femminile che cosa combina. E infine, di nuovo sì, è un peccato e quasi un crimine, se tutto ciò è avvenuto nella seconda metà dell'Ottocento, in un momento in cui le donne non dovevano lasciare trasparire il carattere nei loro tratti esteriori, e ancora meno, poi, averne uno forte. Insomma riproporre quell'immagine della Austen è insultare una donna «intelligente e determinata», «un'autrice profonda», non una bamboletta o addirittura - come hanno scritto i giornali britannici - una Katie Price dei nostri tempi, cioè una starlette affezionata al silicone.

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    Risposte
    1. "Jane Austen era brutta" - Eleonora Barbieri - Dom, 03/11/2013
      II parte


      Dice Byrne che Jane Austen non è una scrittrice «rassicurante» bensì «sovversiva», che è «una femminista», una che «scrive delle classi sociali». Invece quel ritratto ne tramanda una immagine innocente, per via degli occhioni, dei boccoli, del sorrisetto, dell'aspetto troppo gradevole. «Imperdonabile» per la studiosa.
      Anche perché Jane Austen è stata scelta per sostituire Charles Darwin e rimediare alla carenza di donne sulle sterline (Regina a parte): ma se poi, per fare una operazione politicamente corretta, si eccede e si diventa - inavvertitamente - politicamente scorretti, superficiali e un po' sessisti? Alla Banca d'Inghilterra pensavano di averci azzeccato, e invece no. Anche se per la Jane Austen Society quel dipinto va benissimo. Bisogna anche dire che sul Daily Mail, qualche mese fa, Frances Wilson si indignò per la scelta, ma per motivi opposti alla severa Byrne: Jane Austen è «noiosa e sopravvalutata» e, soprattutto, «il denaro per le sue eroine è come il calcolo delle calorie per Bridget Jones». In pratica, ossessionate tutte, la scrittrice e le sue creature, dai soldi: altro che romanticismo e ironia. C'è comunque ancora tempo per il dibattito, la banconota entrerà in circolazione nel 2017. Ma è difficile che si torni indietro, al maschio Darwin.
      blog.ilgiornale.it/barbieri

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  14. "L’orgoglio è un difetto assai comune. Da tutto quello che ho letto, sono convinta che è assai frequente; che la natura umana vi è facilmente incline e che sono pochi quelli che tra noi non provano un certo compiacimento a proposito di qualche qualità – reale o immaginaria – che suppongono di possedere. Vanità e orgoglio sono ben diversi tra loro, anche se queste due parole vengono spesso usate nello stesso senso. Una persona può essere orgogliosa senza essere vana. L’orgoglio si riferisce soprattutto a quello che pensiamo di noi stessi; la vanità a ciò che vorremmo che gli altri pensassero di noi."

    Orgoglio e Pregiudizio, Jane Austen

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  15. “In vain have I struggled. It will not do. My feelings will not be repressed. You must allow me to tell you how ardently I admire and love you.' Elizabeth’s astonishment was beyond expression. She stared, coloured, doubted, and was silent. This he considered sufficient encouragement, and the avowal of all that he felt and had long felt for her, immediately followed. He spoke well, but there were feelings besides those of the heart to be detailed, and he was not more eloquent on the subject of tenderness than of pride. His sense of her inferiority—of its being a degradation—of the family obstacles which judgment had always opposed to inclination, were dwelt on with a warmth which seemed due to the consequence he was wounding, but was very unlikely to recommend his suit."
    --from PRIDE AND PREJUDICE

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  16. Mark Twain su Jane Austen (1898)

    "Non ci guadagno nulla a stroncare libri, e non lo faccio a meno che non li odii. Spesso ho provato a scrivere di Jane Austen, ma i suoi libri mi fanno diventare matto a tal punto che non riesco a nascondere la mia furia al lettore; perciò devo fermarmi ogni volta che comincio. Tutte le volte che leggo Orgoglio e Pregiudizio mi viene voglia di disseppellirla e colpirla sul cranio con la sua stessa tibia."

    (da I 30 insulti più caustici della Storia della Letteratura)

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