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giovedì 29 agosto 2013

Macbeth - William Shakespeare


(Macbeth - UK 1606)


SEYTON: The queen, my lord, is dead.

    MACBETH:She should have died hereafter.
There would have been a time for such a word.
Tomorrow, and tomorrow, and tomorrow,
Creeps in this petty pace from day to day
To the last syllable of recorded time,
And all our yesterdays have lighted fools
The way to dusty death. Out, out, brief candle!
Life’s but a walking shadow, a poor player
That struts and frets his hour upon the stage
And then is heard no more. It is a tale
Told by an idiot, full of sound and fury,
Signifying nothing.
(act V, scene V)

SEYTON: la regina, mio signore, è morta.

MACBETH: Più tardi doveva morire: nel tempo
adatto a dire una tale parola.
Domani e poi domani e poi domani,
striscia di giorno in giorno a passi corti
verso la zeta del tempo prescritto;
e tutti i nostri ieri hanno rischiarato
a degli sciocchi il sentiero polveroso
che conduce alla morte. Via, consùmati,
corta candela! la vita è soltanto
un'ombra errante, un guitto che in scena
s'agita un'ora pavoneggiandosi, e poi
tace per sempre: una storia narrata
da un idiota, colma di suoni e di furia,
senza significato.
(trad. Vittorio Gassman)


"Double, double toil and trouble
Fire burn, and cauldron bubble."

(Witches from "Macbeth" Act 4, scene 1, 10–11, etc.)

Streghe: Doppia pena e fatica doppia
brucia, fuoco, e tu pentola scoppia.



Terribile parabola del potere inteso come strumento estremo di dannazione e follia, sprezzante delle umane condizioni e svilito dalla inadeguatezza. Macbeth, a modo suo, è un debole: più succube delle ambizioni della moglie che delle proprie. Lady Macbeth, inossidabile nelle sue ossessioni diurne, è a sua volta fragile, quasi umana, da sonnambula. Inevitabile la catastrofe, fatale l'epilogo. 
Credo che Macbeth sia la tragedia preferita da ogni studente del liceo, perlomeno lo era nella mia classe, ed è con  piacere che ricordo un tentativo di rappresentazione di tanti anni fa, nella quale io facevo Banquo e anche se avrei preferito fare una delle streghe, il mio fantasma nel III atto non era male...
Aggiungo solo che, come è noto, non si può pronunciare la parola "Macbeth" a teatro, bisogna dire "la tragedia scozzese"...




Macbeth: If we should fail?
Lady Macbeth: We fail? But screw your courage to the sticking place, And we'll not fail.
--from "Macbeth" Act 1, scene 7, 59–61

Macbeth: e se dovessimo fallire?
Lady Macbeth: Fallire noi? Pianta a zero il chiodo del tuo coraggio, e non falliremo.




giovedì 30 agosto 2012

La Tempesta - William Shakespeare



(The Tempest - 1611)


                                  

PROSPERO


You do look, my son, in a moved sort,
As if you were dismay'd: be cheerful, sir.
Our revels now are ended. These our actors,
As I foretold you, were all spirits and
Are melted into air, into thin air:
And, like the baseless fabric of this vision,
The cloud-capp'd towers, the gorgeous palaces,
The solemn temples, the great globe itself,
Ye all which it inherit, shall dissolve
And, like this insubstantial pageant faded,
Leave not a rack behind. We are such stuff
As dreams are made on, and our little life
Is rounded with a sleep.

(act 4, scene 1)
Prospero: Figlio mio, sembri colpito da un grande sbigottimento. Ma sta di buon animo. Le nostre feste sceniche sono finite. Questi nostri attori, come del resto avevo già detto, erano soltanto degli spiriti, e si sono dissolti nell’aria, nell’aria sottile. E simili in tutto alla fabbrica senza fondamento di questa visione, le torri incappucciate di nubi, gli splendidi palazzi, i sacri templi, lo stesso globo terrestre e tutto quel vi si contiene s'avvieranno al dissolvimento, e, al modo di quello spettacolo senza corpo che avete visto pur ora dissolversi, non lasceranno dietro a sé nemmeno un solo strascico di nube.
Noi siamo fatti della medesima materia di cui sono fatti i sogni,
e la nostra vita breve è circondata dal sonno. 



Quando leggo qualcosa di Shakespeare mi meraviglio ogni volta: sembra impossibile che queste commedie, tragedie e sonetti siano stati scritti più di 400 anni fa. Cerco di leggere sempre in lingua originale perché in una parola lui esprime tutta l'idea, mentre i traduttori devono usare circonlocuzioni spesso pompose e annoianti, che non trasmettono assolutamente ironia e umorismo. "La Tempesta" in particolare è davvero esaltante:  breve, sintetica, visionaria. Indimenticabili Ariel, spiritello sbruffoncello, ed il suo contraltare  Caliban. E' l'ultima commedia  scritta e interpretata da Shakespeare, che identificandosi con Prospero, con questo monologo di chiusura  dà l'addio al teatro:

« EPILOGUE -  PROSPERO -

 Now my charms are all o'erthrown,
And what strength I have's mine own, 
Which is most faint: now, 'tis true,
I must be here confined by you,
Or sent to Naples. Let me not, 
Since I have my dukedom got 
And pardon'd the deceiver, dwell 
In this bare island by your spell; 
But release me from my bands 
With the help of your good hands: 
Gentle breath of yours my sails 
Must fill, or else my project fails, 
Which was to please. Now I want 
Spirits to enforce, art to enchant, 
And my ending is despair, 
Unless I be relieved by prayer, 
Which pierces so that it assaults 
Mercy itself and frees all faults. 
As you from crimes would pardon'd be, 
Let your indulgence set me free. »



EPILOGO - PROSPERO
Ora i miei incanti son tutti spezzati,
e quella forza che ho è mia soltanto
e assai debole. Ora senza dubbio
potete confinarmi qua
o farmi andare a Napoli. Non vogliate,
giacché ho riavuto il mio ducato
e perdonato al traditore, che io resti ad abitare,
in grazia del vostro magico potere, questa isola;
ma liberatemi da ogni inceppo
con l'aiuto delle vostre valide mani.
Un gentil vostro soffio deve gonfiar le mie vele,
altrimenti fallisce il mio scopo
che era quello di divertire. Ora non ho
spiriti a cui comandare, né arte da far incantesimi,
e la mia fine sarà disperata
a meno che non sia soccorso da una preghiera
che sia così commovente da vincere
la stessa divina misericordia e liberare da ogni peccato.
E come voi vorreste esser perdonati di ogni colpa,
fate che io sia affrancato dalla vostra indulgenza.


venerdì 24 agosto 2012

Sotto il bosco di latte - Dylan Thomas



(Under Milk Wood - 1954 postumo)

"Time passes. Listen. Time passes."


Dylan Marlais Thomas (Galles 1914-1953)

Ho scattato queste foto appena una settimana fa, quando sono andata al Dylan Thomas Centre di Swansea a godermi la mostra permanente The Man & Myth, dedicata a questo grande autore gallese, morto alcolizzato nel 1953, ad appena 39 anni, ed imperniata soprattutto sul suo capolavoro Under Milk Wood, nato come radiodramma, e destinato ad essere poi rappresentato innumerevoli volte a teatro.
Siamo in Galles, nell'immaginario villaggio di Llareggub (che letto al contrario è Bugger All, cioè massima fregatura), dove, nell'arco di 24 ore, si intrecciano le voci narranti dei suoi abitanti (vivi e morti) fino a ricostruire l'essenza stessa di ogni paese, in cui tutti sanno tutto di tutti, problemi, misfatti, debolezze. E' una innovativa opera corale, basata essenzialmente sul gioco di dialoghi, frasi e parole, fino a raggiungere livelli altissimi di poesia. Spesso viene accomunato all'Antologia di Spoon River.



                                Captain Cat: il vecchio lupo di mare protagonista dell'opera











domenica 15 aprile 2012

Casa di bambola - Henrik Ibsen


(Et Dukkehjem - 1879)


HELMER: prima di ogni altra cosa, tu sei sposa e madre.
NORA: Non credo più a questi miti. Credo di essere innanzitutto un essere umano, come lo sei tu... o che almeno devo sforzarmi di diventarlo. So che la maggioranza degli uomini ti darà ragione, e che anche nei libri ci deve essere scritto che hai ragione tu. Ma io non posso più ascoltare gli uomini, né badare a quello che è stampato nei libri. Ho bisogno di idee mie e di provare a vederci chiaro.

  


Siamo nel lontano 1879, e la superficialità delle Desperate Housewives era di là da venire. Nora è una casalinga in gabbia, perfetta nel ruolo di sottomessa e dipendente dal marito, a sua volta perfetto nel proprio ruolo di depositario di ogni verità, moralità e ragionevolezza. Ma un gesto di Nora, dettato comunque dall'amore verso il marito, svelerà la meschinità e la pochezza morale di quest'ultimo, col risultato di liberare Nora dalla sua soffocante casa di bambola. 
Opera sicuramente datata, ma tuttora efficace nella feroce critica ai ruoli convenzionali di uomo-donna dell'epoca. Per riprendere il paragone iniziale, quanta dignità in questa donna di 130 anni fa, e quanta inutilità in alcune donne patinate.




lunedì 20 febbraio 2012

La Duchessa di Amalfi - John Webster


(The Duchess of Malfi - 1614)

FERDINAND: Cover her face; mine eyes dazzle: she died young.


Ferdinando: Copritele il volto, mi abbaglia: è morta giovane

La Duchessa è tenuta prigioniera dai propri fratelli, gelosi di lei fino ad ucciderla. Una tragedia truculenta, impregnata di elegantissima cattiveria. Riporto le parole di un altro drammaturgo, William Rowley:
Non ho mai visto la tua duchessa fino al giorno
In cui le fu data vita nel tuo testo;
Comunque abbia corrisposto al suo amore di bassa lega,
L'ira dei suoi fratelli fu davvero estrema,
Ma la mia opinione è: lei potrebbe forse parlare di più,
Ma mai, nella sua vita, ha parlato meglio.


Eve Best as The Duchess of Malfi, Director Jamie Lloyd
Old Vic - London 2012



domenica 29 gennaio 2012

Trappola per topi - Agatha Christie


(The Mousetrap - 1952)

"Three blind mice,
Three blind mice
See how they run,
See how they run!

They all ran after
The farmer's wife
She cut off their tails
With a carving knife
Did you ever see
Such a sight in your life
As three blind mice?"

Una filastrocca crudele, per una storia di successo e teatralmente arcinota. Rimane comunque un giallo classico, con una trama appassionante e personaggi tipicamente british: la signora Boyle, il maggiore Metcalf, il sergente Trotter,  che sa una cosa sola: l'assassino è accanto...   


Torbay-Torquay - Agatha Christie

giovedì 24 novembre 2011

Rosencrantz e Guildenstern sono morti - Tom Stoppard


(Rosencrantz and Guildenstern are dead - 1964)

ROSENCRANTZ  Ce l'avevano proprio giurata, vero? Fin dall'inizio. Chi avrebbe mai pensato che fossimo così importanti?
GUILDENSTERN Ma perché? Chi siamo noi perché così tanto converga sulle nostre piccole morti? Chi siamo noi?
ATTORE Siete Rosencrantz e Guildenstern. E tanto basta.
GUILDENSTERN No... non basta. Ci hanno detto così poco... per mandarci a finire così... negandoci fino all'ultimo ogni spiegazione...
ATTORE Nella nostra esperienza, la maggior parte delle cose si concludono con la morte. 

Strampalata e surreale tragicommedia, spin-off dell'Amleto di Shakespeare, da cui è stato tratto anche un film notevole. E' la storia del viaggio in Danimarca di due geniali mentecatti, indistinguibili, irresistibili, ignari del proprio destino, meritato, o forse no.